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Stefania Sandrelli

Stefania Sandrelli nasce a Viareggio nello stesso momento in cui l’Italia abbandona la monarchia e diventa Repubblica. Il 5 Giugno del 1946 mamma Florida e papà Otello (morto quando lei aveva appena 8 anni) danno alla luce la loro secondogenita, nata 7 anni dopo il fratello maggiore Sergio. La famiglia Sandrelli era molto conosciuta in città dove il nonno Pietro aveva aperto prima una tavola calda (“Zio Pietro”) poi la pensione Sandrelli, una casa immensa dove si vive tutti insieme: i nonni paterni, i loro quattro figli maschi con relative famiglie, i camerieri e i clienti.

La piccola Stefania è soprannominata “Mercurio” perché non sta mai ferma. Le corse in bicicletta in campagna, la villeggiatura a Settembre con mamma e cugini vicino al Monte Pania, lo struscio in Passeggiata con le amiche e l’estate al bagno Aurora a ballare guancia a guancia alle feste in spiaggia.

Da piccola, Stefania sogna di studiare ballo e musica, di andare a Genova alla scuola del maestro Ugo Dallara. Ma adora il cinema, tanto che si camuffa da grande per poter entrare nelle sale che danno film per adulti e quindi finisce per fare l’attrice nei filmini a 8mm che gira il fratello Sergio.

Viareggio e la Versilia le regalano anche il suo primo e grande amore. Era l’estate del 1961, Stefania Sandrelli aveva appena 15 anni, quando incontrò Gino Paoli alla Bussola.

“In realtà io ero andata lì apposta perché quella sera lui cantava – raccontò qualche anno più tardi – a me piaceva molto e volevo incontrarlo. Mi ero anche messa un bel vestito verde acqua, con una striscia di raso intorno alla scollatura. Lui mi vide e mi invitò a ballare e, siccome ero piuttosto carina, mi stringeva. Poi però mi chiese quanti anni avevo e quando sentì che erano solo quindici si staccò bruscamente. Lui era già un uomo di 25 anni. L’indomani naturalmente mi telefonò e cominciò a frequentare i miei amici”.

Lui le dedicò uno dei suoi brani di maggior successo “Sapore di mare”. La relazione andò avanti per 9 anni tra alti e bassi (Paoli tentò anche il suicidio con un colpo di pistola che fortunatamente si fermò poco prima di raggiungere il cuore) e, nel 1964, nacque la figlia Amanda.

Il 1961 è l’anno della svolta anche dal punto di vista professionale. Stefania incontra anche il primo grande regista della sua carriera, Pietro Germi, che la chiama a Roma per un provino dopo aver visto una sua foto su “Le Ore”, un settimanale all’epoca non ancora scandalistico. A scattargliela è Paolo Costa, un fotografo romano di passaggio a Viareggio. Ma Germi fa passare due mesi prima di deci-dere e Stefania partecipa ad altri due film: Gioventù di notte di Mario Sequi, che quindi diventa il suo primo film in assoluto, e Il Federale di Luciano Salce. Germi se la prende, ma poi non se la sente di rinunciare a lei e la convoca per le riprese di Divorzio all’italiana con Marcello Mastroianni. Ed è subito Oscar, anche se solo per la miglior sceneggiatura.

Nel ’64, con Sedotta e Abbandonata, sempre di Germi, Stefania si afferma del tutto come attrice.  Il Conformista è il film che la lancia anche sul piano internazionale e, nel 1972 duetta magnificamente con Dustin Hoffman in Alfredo, Alfredo.

Nel privato, invece, dopo la separazione definitiva con Paoli, avvenuta nel ’68, Stefania sposa Nicky Pende, aitante e sportivo frequentatore della vita notturna romana, e nel ’74 da alla luce il secondo figlio, Vito.

Nello stesso anno, con C’eravamo tanto amati di Ettore Scola, al fianco di Manfredi e Gassman, Stefania aggiunge un altro straordinario ritratto di donna alla sua già vasta galleria di personaggi femminili, che si arricchisce ulteriormente negli anni successivi. In Novecento (1976) di Bertolucci diventa Anita Furlan, maestrina socialista emblema politico delle rivolte contadine. E qui, durante le riprese del film, ha una breve liaison d’amore con Gerard Depardieu – che manda all’aria definitivamente il suo già traballante matrimonio con Nicky Pende – suo compagno di lavoro insieme a De Niro, Alida e Romolo Valli, Burt Lancaster, Sterling Hayden e Francesca Bertini.

La sua carriera prosegue con gli episodi L’ascensore e Sarò tutta per te, inseriti rispettivamente in Quelle strane occasioni (1976) e Dove vai in vacanza? (1978), e con il film L’ingorgo (1979) di Luigi Comencini.

Gli anni Ottanta con La terrazza (1980) di Scola, Eccezzziunale… veramente (1982) di Carlo Vanzina e Vacanze di Natale (1983) sempre di Vanzina. Il breve ciclo erotico di Stefania Sandrelli nei primi anni ottanta rappresentò un fenomeno di grande portata che ruppe molti schemi ed ampiamente spaccò la critica cinematografica, attirando per la prima volta in Italia l’attenzione del grande pubblico sulla discussione intorno al tema del genere erotico artistico.

Da attrice amatissima ed esperta, a 37 anni mostrò la sua bellezza e sensualità in La chiave (1983), il film nel quale il nome della grande attrice segnò la svolta nella stessa carriera del regista Tinto Brass. Di minore impatto, l’anno successivo, L’attenzione del nuovo compagno Giovanni Soldati e Una donna allo specchio di Paolo Quaregna.

Nel 1985 recita nei cast al femminile di Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci e Speriamo che sia femmina di Monicelli. Ritorna diretta dal fedele Scola in La famiglia (1987), diretta da Francesca Archibugi in Mignon è partita (1988), film che le vale il David di Donatello per la migliore attrice protagonista, e da Monicelli ne Il male oscuro (1989).

Negli anni Novanta nel cinema  si distinguono le prove di Prosciutto, prosciutto (1992) di Bigas Luna, Io ballo da sola (1996) di Bertolucci e La cena (1998) di Scola. Tra la fine degli anni novanta e l’inizio degli anni 2000 partecipa con successo alle serie televisive Il Maresciallo Rocca (1996-2001) e Il bello delle donne (2001-2003).

Nel cinema abbiamo L’ultimo bacio (2001) di Gabriele Muccino, Un giorno perfetto (2008) di Ferzan Özpetek, La prima cosa bella (2010) di Paolo Virzì e, nel 2003, La vita come viene di Stefano Incerti ed Un film parlato di Manoel de Oliveira.

Nel 2007 a più di vent’anni dal film L’attenzione in cui erano apparse per la prima volta insieme, recita assieme alla figlia Amanda nella fiction Io e mamma, realizzata per Canale 5 (rete per la quale interpreta anche quelle Il generale Dalla Chiesa e, l’anno successivo, Io ti assolvo). Due anni dopo Stefania utilizzerà Amanda come protagonista del suo primo film da regista, Christine Cristina, biografia della poetessa Cristina da Pizzano.

Il 10 settembre 2005 riceve il Leone d’Oro alla carriera alla 62ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. L’11 maggio 2012 riceve il titolo di Chevalier (Cavaliere) dell’Ordre des Arts et des Lettres. Il 4 luglio seguente, si svolge nel palazzo Farnese a Roma, ambasciata francese in Italia, la cerimonia di conferimento della medaglia.

Una carriera inarrestabile, ma a chi le chiede dove la ritroviamo da vecchina canuta lei risponde sicura: “Ritorno là dove sono le mie radici, dove è cominciata la mia avventura. Da ragazzina pattinavo eccitata sul lungomare di Viareggio. Volevo vedere gli altri, i morosi, i vestiti delle mie amiche.
Cercherò una panchina al sole e starò a guardare i passanti. Perché la vita è lo spettacolo più bello in assoluto”.

 

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Aggiornato il: 09-02-2014 21:00