VIAREGGIO. Alla faccia della vendetta: il Milan rifila tre reti all’Anderlecht nella finalissima della Viareggio Cup dopo essere passato in svantaggio, restituisce con gli interessi il 3-0 subìto un anno fa e trionfa per la nona volta, diventando così la squadra più vincente nella storia del torneo.

Il Milan sceglie la maglia bianca che tanta fortuna ha portato nelle innumerevoli finali delle coppe, ma nel primo tempo sotto il sole di Viareggio a brillare è il biancomalva dell’Anderlecht: i belgi irretiscono il Milan con una ragnatela di passaggi e continui cambi di posizione tra mediani e mezzepunte, peccato che là davanti il centravanti Leya Iseka sia onnipresente nel cuore dell’are ma sciupi tutti mancando ripetutamente lo specchio della porta.

Il Milan, finalmente, reagisce: Petagna viene contrastato al limite dell’area ma riesce comunque a insidiare Gies con un esterno a girare sul primo palo, lo stesso attaccante sfiora successivamente il vantaggio in un rimpallo con Gies.

L’Anderlecht detta legge anche in apertura di ripresa, fino a passare con merito in vantaggio: Soumaré imbecca Leya Iseka con uno spettacolare filtrante e l’attaccante congolese, stavolta, centra il bersaglio. Inzaghi, però, ne sa una più del diavolo: richiama in panchina Vido per Fabbro e l’avvicendamento anticipa il pareggio siglato da Petagna con un folgorante sinistro da 25 metri. La stanchezza, particolarmente comprensibile per i belgi, e il nervosismo giocano un brutto scherzo di Carnevale a entrambe le squadre, che rimangono in dieci a seguito delle espulsioni (giuste) comminate a Benedicic e Bastien.

Si va ai supplementari e il Milan trova subito i gol che valgono l’ingresso nella storia: Fabbro insacca sulla linea di porta – ingenua, però, l’esultanza che gli costa il secondo cartellino giallo -, sugli sviluppi di una simile azione Mastalli spara sotto la traversa il pallone del 3-1. In entrambe le azioni c’è lo zampino di Petagna, indubbiamente il miglior giocatore della finale. 13 anni dopo, i rossoneri tornano a guardare tutti dall’alto. E, stavolta, anche nell’albo d’oro del torneo.

MILAN-ANDERLECHT 3-1

MILAN (4-3-1-2): Gori; Calabria, Pacifico, De Santis; Tamas; Mastalli, Modic, Benedicic; Bende Bende (36′ pt Pinato); Petagna, Vido (24′ st Fabbro). (Ferrari, Piccinocchi, Iotti, Di Molfetta, Simic, Saporeti, Cernigoi, Pedone, Barisic, Aniekan, Livieri). All. Inzaghi.

ANDERLECHT (4-2-3-1): Gies; Carvalho (9′ pts Mikal), Isci, Haagen, Matthys; Dendoncker, Bastien; H’Maidat (40′ st Kindermans), Soumaré, Soumaré (1′ sts Lapage); Leya Iseka. (Bossin, Falsaperla, Bourard). All. Peeters.

Arbitro: Orsato di Schio (Liberti di Genova, Padovan di Conegliano Veneto).

Rtei: 18′ st Leya Iseka, 26′ st Petagna, 3′ pts Fabbro, 9′ pts Mastalli.

Note: angoli 4-7. Ammoniti: Vido e Soumaré per simulazione, Haagen per gioco falloso. Espulsi Benedicic al 30′ st, Bastien al 33′ st e Fabbro al 4′ pts per somma di ammonizioni. Recupero: pt 1′, st 2′.

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