TORRE DEL LAGO. Se è vero che quello appena consegnato agli annali è stato il Carnevale dei record, allora l’epilogo non poteva che suggellare un altro, piccolo primato – quello di uno dei gran galà più veloci di sempre. Poco più di 90 minuti sono stati sufficienti per distribuire statuette e medaglie – i famosi Burlapremi realizzati da Eleonora Francioni – a carristi, mascheratisti e personaggi vari e dare l’arrivederci all’edizione 2015.

Per la prima volta la cerimonia delle premiazioni si è svolta a Torre del Lago, all’interno del gran teatro all’aperto che è il tempio della lirica. La scelta di ripiegare sull’Auditorium “Caruso”, però, non è forse stata delle migliori: la sala era visibimente insufficiente a contenere la masnada di carnevalari che non si è voluta perdere il gran galà di Burlamacco, in tanti si sono dovuti accontentare del posto in piedi. Un Eden o un Politeama avrebbero sicuramente soddisfatto il fabbisogno di posti a sedere.

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La serata si è aperta e conclusa allo stesso modo, e cioè con una sequela di fotografie scattate ai corsi mascherati – quella iniziale a cura del gruppo F8, quella finale con le bellissime immagini di Roberto Paglianti. Nel mezzo ci sono state miriadi e miriadi di premi, da quello per il miglior cocktail analcolico dei rioni al riconoscimento al maestro Paolo Dal Pino che continua a tramandare l’arte della cartapesta con il suo baracchino sui viali a mare, dal riconoscimento all’Osteria di Burlamacco per la valorizzazione della Cittadella a quello agli abitanti di Via Guerrazzi che ogni anno vestono a festa la loro strada, dal trombettista Andrea Tofanelli a Giuliano Olivi e Franco Anichini per la loro preziosa ricerca su Guglielmo Lippi Francesconi. E, da testata giornalistica quale siamo, apprezziamo il Premio Giuseppe Giannini alla giovane cronista Martina Del Chicca.

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Naturalmente, l’attenzione era per loro, i vincitori delle varie categorie. Per un momento è sembrato che i protagonisti fossero Gilbert Lebigre, Corinne Roger, i figli Elodie, Sebastian e Benjamin e tutti i figuranti della Compagnia del Carnevale: hanno fatto incetta di premi speciali, sono saliti più volte sul palco con grande allegria e – sottolineiamolo pure – sportività, belli truccati e mascherati. Un’autentica ovazione, poi, ha accompagnato Luca Bertozzi, il talentuoso vincitore delle mascherate di gruppo. Tra le liete notizie segnaliamo anche l’annuncio che al teatro del Pucciniano sarà collocata la maschera isolata di Devis Serra dedicata a Maria Callas.

Non sono voluti essere da meno i figuranti del carro di Jacopo Allegrucci, che hanno invaso il palco con lo striscione “Scherza scherza non è una barzelletta, s’è fatto doppietta” esibito domenica scorsa per celebrare il trionfo in seconda categoria. Fabrizio Galli ha risposto con il suo corpo di ballo al momento di ritirare il premio per la miglior scenografia – a proposito: una sua maschera, Sofia Sung, ha ricevuto il Premio Del Carlo per aver svolto, con gran disinvoltura, il ruolo di interprete in occasione della visita della delegazione di Macao.

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Ma ad aver rubato la scena a tutti sono stati sicuramente i fratelli Umberto e Stefano Cinquini. Intanto Maurizio Ramacciotti, in arte Mau, è stato premiato per l’idea del simpatico cannone che precedeva la coreografia del loro carro ai corsi mascherati. Poi una loro figurante, Vanessa Buchignani, ha ricevuto un riconoscimento per la tesi di laurea sul rapporto tra Carnevale e tv. E poi, quando è stato il momento di mettere le mani sulla statuetta per il terzo posto in prima categoria, gli inconfondibili cappelli dei “fragoloni” sono comparsi in platea come per magia e oltre 50 figuranti hanno iniziato a ballare sul palco. “E se avessero vinto che avrebbero fatto?”, mormora qualcuno in sala.

Ma loro, alla fine, sul gradino più alto del podio ci sono finiti. Perché Alessandro Avanzini, il vincitore della prima categoria – a proposito: nessuna contestazione, ma tanti applausi per lui -, ha ricevuto la statuetta indossano proprio il copricapo dei “fragoloni”. E il messaggio finale è stato in pieno stile “peace & love”: Avanzini ha reso omaggio tanto ai Lebigre quanto ai Cinquini, con tanto di saluto hippie. Viva il Carnevale, viva l’amore.

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