VIAREGGIO. Quanto costa il servizio di vigilanza alle feste rionali effettuato dalla polizia municipale? Trattandosi di turni straordinari, ogni agente comporta un esborso di 45 euro (Iva esclusa) per ogni ora lavorata. Moltiplicate per otto – il totale di ore in cui saranno in servizio i vigili urbani -, poi per tredici – la quantità di agenti necessaria per presidiare la zona della festa – e infine per cinque – il numero di serate della festa rionale: la somma finale va oltre la soglia di 23mila euro.

Questo è quanto spenderebbe il Carnevaldarsena per cinque serate di baccanale in termini di vigili urbani. O meglio, avrebbe speso, visto che stamane è stato annunciato il forfait. “Una cifra spropositata”, è il commento del consiglio direttivo dell’associazione che dal 1971 organizza il rione più amato dai viareggini. “Si tratta di un costo aggiuntivo che vanno ad integrare il preventivo da 15.690,01 euro – Iva esclusa – di spazzamento delle strade fornito dalla Sea. Ma noi abbiamo anche altre spese, come i vigili del fuoco, il noleggio di un generatore di emergenza in caso di guasti all’illuminazione, le affissioni pubblicitarie, il suolo pubblico, il montaggio delle cucine. Senza dimenticare che il bilancio in pareggio o in attivo, e quindi la riuscita della manifestazione, dipende quasi esclusivamente dalle condizioni meteo: se qualcosa va storto, dobbiamo rimetterci noi di tasca propria”.

Foto Versiliatoday
Foto Versiliatoday

Proprio il Carnevaldarsena ha pubblicato sul suo sito il rendiconto finanziario del 2012 (nel 2013 non si svolse, tra le polemiche, il baccanale e quello relativo al 2014 sarà ultimato nei prossimi giorni), dal quale emerge un passivo di quasi 7mila euro.

“20 anni fa era molto più semplice organizzare un rione”, osserva Umberto Guidi, esponente del Carnevaldarsena. “La Fondazione Carnevale elargiva contributi – fino a 200 milioni di vecchie lire – per i baccanali: il nostro ai tempi della presidenza di Danilo Fedeli aveva una commissione di garanzia, formata dai cantieri navali, che interveniva a ripianare il bilancio in caso di maltempo”, ricorda Guidi. “Negli ultimi anni il contributo della Fondazione ai rioni è andato via via diminuendo: le spese per polizia municipale e polizia municipale sono un’ulteriore mazzata. Eppure due anni fa la Fondazione aveva riconosciuto i rioni come parte integrante del Carnevale: perché una manifestazione di conclamato interesse pubblico deve cacciare 44mila euro tra Sea e vigili urbani? Perché il Carnevale sarebbe esentato da tali spese per i corsi mascherati e noi no?”.

Sul quotidiano ‘La Nazione’ è stato proposto di organizzare eventi di autofinanziamento, prendendo spunto dalle contrade del Palio di Siena o, per restare in Versilia, da quelle del Palio dei Micci. “Non è una strada percorribile: le cene di quartiere non bastano. Servirebbe un mecenate che ogni anno finanziasse il rione. O, più ragionevolmente, un riconoscimento dell’interesse pubblico di manifestazioni simili. Del resto, i rioni portano un indotto al quartiere. E almeno in Darsena i commercianti se ne sono resi conto nell’anno in cui ci siamo fermati”.

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