La Viareggio Cup dei cambiamenti epocali finisce con il trionfo della Juventus: battendo non senza apprensioni un Palermo impagabile per lo spirito di sacrificio e la voglia di non arrendersi, la Vecchia Signora è la nuova regina del Torneo di Viareggio. In tutti i sensi: con il successo di oggi diventa assieme al Milan la squadra con più Coppe Carnevale in bacheca. Ma tanto di cappello, davvero, ai siciliani che a un certo punto hanno sfiorato la grande impresa.

Il primo tempo è un cacciucco di ingredienti che rendono gustosa la finalissima: c’è una bella cornice di pubblico (2.500 spettatori per un incasso di 34mila euro), c’è un pensiero rivolto dal Cgc alla ricerca della verità sul caso di Giulio Regeni, ci sono soprattutto i giocatori di Juventus e Palermo che onorano il campo.

Almeno inizialmente la Juventus sfoggia maggior qualità e già al quarto d’ora passa: Macek serve Kastanos dalla destra, il fantasista cipriota elude l’intervento di Tafa e infila Marson sul primo palo. Ma i bianconeri hanno un grosso demerito, quello di non infliggere il colpo di grazia al momento opportuno: succede al 26′, quando Vadalà raccoglie un bel filtrante di Cassata ma calcia debolmente in diagonale.

Nel finale di frazione succede di tutto: pareggia La Gumina anticipando Severin e Blanco Moreno su una goffa respinta di Del Favero, la Juve si riporta avanti con Vadalà dal dischetto (Giuliano sgambetta Macek) e poi il Palermo rimette tutto in discussione nuovamente con La Gumina che trasforma un rigore da lui stesso conquistato.

Cala l’intensità dell’incontro nella ripresa, cala soprattutto la Juventus mentre il Palermo esibisce uno straordinario atletismo a lungo termine: il solito La Gumina e uno scatenato Bonfiglio danno l’opportunità a Del Favero di riscattare le indecisioni del primo tempo e lasciano presagire il sorpasso dei rosanero.

Ma proprio quando la Juve sembra in procinto di crollare si rialza. E dopo un miracolo di Marson su Vadalà ecco il gol che decide la finale: Santoro atterra Di Massimo in area, il neoentrato vuole incaricarsi a tutti i costi del rigore e spiazza l’estremo difensore siciliano. E pensare che pochi mesi fa giocava nei dilettanti. È un’altra bella storia, l’ennesima, che il Torneo ha saputo raccontare. Anche “fuori stagione”.

JUVENTUS-PALERMO 3-2 (2-2)

JUVENTUS (4-3-3): Del Favero; Lirola, Blanco Moreno, Severin, Coccolo; Macek (26′ st Di Massimo), Bove (26′ st Didiba), Cassata; Vadalà; Kastanos, Morselli (16′ st Toure) (Vitali, Eleuteri, Zappa, Pozzebon, Beruatto, Dieye, Parodi, Tamba M’Pinda, Consol). All. Grosso.

PALERMO (3-5-2): Marson; Punzi (26′ st Toscano), Tafa, Maddaloni; Dalia (1′ st Bonfiglio), Costantino (36′ st Grillo), Ferchichi, Santoro, Giuliano; La Gumina, Lo Faso (Di Cara, Palmisano, Pescai, Pirrello, Pane, Gattabuia, Tramonte, Maniscalchi, Formisano, Di Franco). All. Bosi.

Arbitro: Valeri di Roma 2, assistenti De Luca di Pescara e Vuoto di Livorno.

Reti: 14′ pt Kastanos, 28′ pt e 36′ pt (rig.) La Gumina, 34′ pt Vadalà (rig.), 35′ st Di Massimo.

Note: angoli 6-6, spettatori 2.500 circa di cui 1.700 paganti (incasso 34mila euro). Ammoniti Macek, La Gumina, Cassata e Bonfiglio. Presenti in tribuna il presidente della Lega B Andrea Abodi, il direttore sportivo della Juventus Fabio Paratici, il direttore sportivo del Palermo Manuel Gerolin, il presidente del Comitato Regionale Toscano della Figc Fabio Bresci.

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(ultimo aggiornamento ore 20:39)

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ultimo aggiornamento: 30-03-2016


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