Le parole del cinema pronte all’uso nel libro del giornalista Giovanni Bogani

Giovanni Bogani, critico cinematografico de “La Nazione”, collaboratore della trasmissione di Raiuno “Cinematografo”, insegnante di sceneggiatura alla scuola di cinema immagina, autore di romanzi e saggi come “Ciak si scrive!”, spettatore di migliaia di film, ha deciso di raccogliere alcune delle frasi del cinema che vivevano nella sua memoria e in quella di molti spettatori in un libro “Faccio cose, vedo gente” (Apice Libri, 2015). Attraverso il suo libro abbiamo raccontato parole, immagini, cinema, ricordi, emozioni, libri, web intessute insieme da una grande passione e sensibilità tra memoria personale e immaginario collettivo.

 

Giovanni Bogani – faccio cose, vedo gente…

presentazione

Il tuo libro “Faccio cose, vedo gente…” è una raccolta di parole del cinema tratte da film e suddivise per tema, attore o regista. Da cosa nasce l’idea di questo libro?

Nasce dal fatto che vedendo i film le frasi interessanti, originali memorabili ti colpiscono ma fai fatica a ricordarle, vorresti tenerle in tasca in un luogo fisico per averle a portata di mano e ripescarle. Le frasi del film sono meglio di quelle della vita, sanno raccontare con più efficacia il rimpianto, l’amore, l’amicizia, per ogni emozione ci sono frasi fantastiche: viene voglia di averle vicino per dare un nome alle cose.

Cosa ti aspetti che il lettore/spettatore trovi nella raccolta?

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Che trovi un po’ delle frasi che ama ma anche delle frasi che non conosce ancora e che potrebbe amare. Nel libro ci sono frasi famosissime come “Ho visto cose che voi umani” che ormai fanno parte del parlare comune e frasi che vengono da film meno noti e portano al libro il valore aggiunto della scoperta.

Giovanni Bogani – le frasi dei film

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Con quale criterio hai scelto cosa mettere nel libro?

Il criterio dell’amore verso queste frasi è quello che ha orientato la selezione: le frasi che mi piacevano da più tempo e che abitavano sedimentate nella mia memoria, le frasi dei grandi film che amavo anche se non le ricordavo. Sono state organizzate intorno ai temi più grandi l’amore, il rapporto con l’ al di là, con la religione, l’amicizia, i ricordi, il tempo, le donne.

Il titolo è tratto da “Ecce Bombo” di Nanni Moretti, perchè hai scelto questa frase?

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Altre possibilità erano per esempio “Magda tu mi adori?” Sì” “Vedi che la cosa è reciproca” (dal film “Bianco, rosso e Verdone”), ma quella di “Ecce Bombo” mi piaceva più di tante altre perché Nanni Moretti cura molte parole, d’ altronde lo dice lui che “le parole sono importanti” (“Palombella Rossa”).

Giovanni Bogani – cinema e altri media

 

 

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C’è una frase interessante all’inizio del libro “Conosco la vita, sono stato al cinema” legata a un curioso aneddoto narrato nel libro: che valore ha secondo te ha in un contesto di moltiplicazioni e sovraesposizioni di immagini determinate dall’avvento del digitale?

Ancora oggi il cinema ci insegna a vivere più di altri media, la vita si può imparare dalle conversazioni con amici, da facebook, dai libri. Quando ho iniziato a fare il critico cinematografico avevo l’illusione di avere un vantaggio rispetto agli altri: nei film ci possono essere tante soluzioni, nei film belli c’è una serie di segreti su come vivere. I film belli per me sono quelli che insegnano a vivere.

Il format delle presentazioni che hanno portato il libro in giro per l’Italia è stato particolare: alternanza parole/canzoni spesso con attori come Nicola Pecci: che reazione ha avuto il pubblico?

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Il pubblico si annoia meno e si diverte di più. Dopo aver visto e subito tante presentazioni fatte da me e da tanti, le più belle erano quelle con un po’ di aspetto spettacolare e ho provato a rendere il libro un piccolo spettacolino il che è stato facile: le frasi erano già parta di uno spettacolo. E’ bastato cucirle insieme intervallate da canzoni dei miei film preferiti. Credo sia davvero bella pensare un dialogo basato su parole, racconti di sé, canzoni.

 (leggi la seconda parte dell’intervista di Erika Pucci a Giovanni Bogani)

 

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