La proposta di oggi vi porta sulla via ferrata del Monte Procinto: la Ferrata Aristide Bruni. Si tratta di una via attrezzata che, sebbene considerata facile nell’universo delle vie ferrate, richiede comunque l’uso consapevole della attrezzatura tecnica (Kit da ferrata con dissipatore) e il saper progredire in ambiente esposto e verticale; si consiglia pertanto di affrontarla con persone esperte, gruppi CAI o con guide alpine.

Come in ogni mia escursione oltre a vivere a pieno le Alpi Apuane, amo andar per monti con gli amici di una vita (e per questo l’arrampicata è stata ancora più avvincente): Carlo, Stefano e Mario; ci ha accompagnato – quale onore – Gigi Rossi, un pezzo di storia dell’alpinismo versiliese!

Lo scoglio, ove il sospetto fa soggiorno,
alto dal mare da seicento braccia,
di ruinose balze cinto intorno,
e da ogni parte il cader minaccia:
il più stretto sentier, che guida al Forno,
là dove il Garfagnin il ferro caccia,
La via Flamminia, ed Appia nomar voglio,
che passa verso il mar, va su lo Scoglio

Così scriveva Ludovico Ariosto, nominato Governatore della Garfagnana nel 1522, in merito al Monte Procinto

Monte Procinto la prima ferrata d’Italia

Monte Procinto Parete Sud
Monte Procinto Parete Sud

Gli alpinisti si sono cimentati con la salita del Procinto fin dal XIX secolo. La prima volta pare che la vetta sia stata “conquistata” da alcuni boscaioli nel lontano 1848. Negli anni successivi, lungo la via seguita dai primi arrampicatori, i gestori del Rifugio Alpe della Grotta (attuale rifugio Forte dei Marmi) fissarono una scala a pioli proprio alla parete verticale che costituisce l’inizio della via ferrata. A partire dal 1884 l’ingegnere milanese Aristide Bruni, socio del Club Alpino Italiano di Milano ma attivo anche in Lucchesia, diresse i lavori che mediante staffe e cavi metallici portarono alla costruzione della prima ferrata d’Italia (la ferrata Aristide Bruni, appunto). I lavori vennero in gran parte finanziati da soci della sezione di Firenze e della Sezione di Lucca del C.A.I.

Il Monte Procinto è alto 1173 metri sul livello del mare; fa parte del Parco Regionale delle Alpi Apuane ed è riconosciuto quale Sito di interesse comunitario. Il Monte, costituito di dolomia calcarea, ha la singolare forma di un panettone, con pareti verticali e con la sommità leggermente convessa (caratterizzata dalla presenza di una fitta vegetazione, detta “il giardino del Procinto”); è formato da una base rocciosa più larga e da una struttura che “poggia” sopra il basamento, di diametro leggermente più contenuto: tra la prima e la seconda struttura rocciosa scorre una facile e praticabile cengia, chiamata “cintura del Procinto”.

Al Monte Procinto si può accedere dal versante Sud del Monte Nona, presso l’Albergo Alto Matanna, raggiungibile in auto da Lucca; il sentiero, dall’Albergo Alto Matanna, prima sale al passo del Callare del Matanna, poi scende (assai ripido) fino alla base della parete verticale del Monte Nona, traversa alla base la parete con l’ausilio di un cavetto metallico, raggiunge infine la Cintura del Procinto; da lì un ponticello porta alla via ferrata.

procinto la Bimba
Monte procinto la Bimba

È possibile raggiungere la ferrata anche salendo dal paese di Stazzema, seguire i sentieri che portano verso il rifugio Forte dei Marmi e immettersi infine nel solito sentiero che traversa alla base la parete strapiombante del Nona.

Tutte le vie di salita alla vetta sono vie alpinistiche (peraltro di grado assai impegnativo: tutte le vie sono gradate, ahimè, a partire dal 6° della scala francese); fa eccezione, appunto, la via ferrata che, a Sud, può essere percorsa con il minimo di nozioni alpinistiche.
Vicine al Procinto, come non ricordarlo, tre piccole guglie verticali, care agli arrampicatori ed anche a chi scrive: il Bimbo Fasciato (o Cresta dei Bimbi), il Piccolo Procinto e la Bimba: si tratta di un percorso alpinistico stupendo, tra rocce verticali e “calate” mozzafiato in corda doppia, ma di difficoltà tecniche contenute e quindi adatto anche a chi è alle prime armi con il mondo dell’arrampicata.

L’avvicinamento al Monte Procinto

Monte procinto si parteSalendo a Stazzema lungo la strada del Cipollaio (dal versante marittimo) si toccano prima Querceta e poi Seravezza (con il suo castello Mediceo).
All’ultimo tornante prima di entrare nel paese di Stazzema si devia a destra lungo la strada asfaltata che prosegue fino a raggiungere un ampio spiazzo dopo circa 1,5 Km. Qui termina anche la strada asfaltata.
Parcheggiata  dunque l’auto, si segue una comoda mulattiera da imboccare sulla destra della carreggiata in direzione della Foce di Petrosciana e del Rifugio Forte dei Marmi (sono presenti segnavia CAI per sentieri n° 5 e n° 6).

Dopo pochi minuti troverete un bivio con indicazioni per il rifugio; volgerete a destra e seguirete il sentiero con segnavia n. 5, in leggera salita nel bosco.
Si sale a mezza costa lungo il fitto bosco di castagni, superando una fonte e raggiungendo un altro bivio. Qua, girando a destra, imboccherete la via CAI 121 che, nel giro di pochi minuti, scende al Rifugio Forte dei Marmi.

Voi invece, dopo pochissimo, salirete a sinistra lungo il sentiero “Aristide Bruni” (presente anche un vecchio cartello in legno che indica chiaramente il monte Procinto); arriverete così, in breve, sotto la impressionante e strapiombante parete del Monte Nona.

Si raggiunge un secondo bivio: la diramazione di destra sale al Callare di Matanna; il sentiero di sinistra, il quale prosegue lungo una cengia sotto la parete del Nona, raggiunge invece un colle posto tra il Monte Nona (a destra) e il Procinto (a sinistra): la Foce del Procinto a mt. 1000 slm.

Dalla Foce si supera un profondo intaglio grazie ad un ponticello in legno e si continua, a sinistra, lungo una cengia che gira intorno al torrione del Procinto (la Cintura) fino ad arrivare all’attacco della via ferrata, indicata da una targa e da una ben visibile scala metallica: è passata circa un’ora e mezza da quando avete parcheggiato l’auto.

Ferrata del Procinto: La salita

Nel pianoro antistante la scaletta metallica calzerete l’imbrago: importante, per la vostra incolumità, dotarsi di un imbrago con dissipatore e doppia longe.

Il dissipatore, infatti, permette alla corda di assorbire gradatamente l’energia che si sprigiona in seguito ad una caduta ed elimina così gli effetti (altrimenti devastanti) di una caduta su via ferrata dove il cosiddetto “fattore di caduta” – lunghezza caduta\lunghezza corda – può essere ben superiore a 2
(I materiali di arrampicata sono infatti testati e certificati per sostenere l’energia che si sviluppa e si distribuisce sull’arrampicatore e sulla corda, in caso di “volo”, in presenza di un fattore di caduta non superiore al valore di 2; materiali resistenti a fattori di caduta superiori a 2, sottoporrebbero il fisico di chi arrampica a stress tanto meno tollerabili quanto più alto fosse il fattore di caduta “garantito”).

scaletta della ferrata monte procintoA questo punto siete pronti e potete iniziare l’arrampicata salendo la scaletta metallica, quasi verticale, con la quale inizia la ferrata: cinque, sei metri di pioli metallici ed ecco che vi trovate sul primo tratto di roccia verticale; non preoccupatevi: il percorso è ben scalinato e, sia a destra che a sinistra, troverete o il cavo metallico o la catena che agevoleranno il progredire e vi daranno sicurezza; poco prima di uscire da questo tratto verticale vi troverete a superare un passaggio addirittura leggermente strapiombante; oltre questo punto il percorso procede quindi leggermente “appoggiato” rispetto alla verticale e comunque con gradoni ben scolpiti nella roccia.

la Cengia ferrata aristide bruni
la Cengia della ferrata Aristide Bruni

In breve vi affaccerete, a metà percorso, su una cengia che taglia da destra verso sinistra la parete Sud del Procinto e che, in leggera salita, conduce all’ingresso di un divertente canalino roccioso.
Da qua il panorama e le sensazioni sono davvero particolari: vi trovate appiccicati (ed assicurati al cavo metallico) alla verticale parete Sud del Procinto; poco lontano da voi l’imponente parete del Nona e, là in basso, il bosco.
Qualche minuto di relax per godere il panorama e via, su per il canale che conduce all’uscita della ferrata: qua il cavo è presente solamente sulla vostra destra ed il percorso, comunque facile, si fa davvero divertente perché richiede movimenti di gambe e mani maggiormente simili a quelli richiesti (per coordinamento e spostamento del peso del corpo) da una via alpinistica.
In breve, entrati nel boschetto sommitale, siete fuori dalla via ferrata e, con agevole sentiero, arrivate (senza mai abbassare la concentrazione) sull’ampio pianoro roccioso che costituisce la vetta del Procinto. È trascorsa circa un’ora dalla partenza (scala metallica) e, come al solito, si è aperta una prospettiva inusuale davanti ai vostri occhi: le Apuane meridionali, il Gruppo delle Panie, il monte Corchia ed i boschi dello Stazzemese!

Il ritorno e la Baita dello Scoiattolo

Al ritorno, inevitabilmente per la stessa via di salita almeno fino all’incrocio con il sentiero 121, potrete concedervi una sosta (e un gustoso spuntino) alla Panorama dalla Baita dello ScoiattoloBaita dello Scoiattolo: un must, oramai, per i frequentatori di queste montagne. All’incrocio con il 121, anziché girare verso l’Alpe della Grotta (rifugio Forte dei Marmi), prenderete a destra: arriverete così, in circa 20 minuti, alla Baita dove l’Oste vi proporrà i piatti tipici della tradizione lucchese (e naturalmente del buon vino).
Sarà trascorsa circa un’ora dalla fine della via ferrata (scala metallica). Dalla terrazza, mentre vi rifocillate, lo sguardo spazia fino alla costa della Versilia: giusto sopra di voi “la Bimba”, con il suo profilo inconfondibile, sembra offrirvi protezione!

Ormai è sopraggiunto il momento di lasciare questi posti magici e di rientrare “nel mondo civile”: avendo effettuato la deviazione per la Baita, imboccherete il segnavia 5A in direzione del sentiero CAI n° 6, incontrerete Casa Giorgini e da qua, con 20 minuti di ripido sentiero nel bosco di castagni (ancora il 5A), vi ritroverete in località Le Scalette, sulla larga carreggiata sterrata da percorrere tutta in leggera discesa fino a dove, al mattino, avevate lasciato l’auto (inizio asfaltatura).

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Ferrata del monte Procinto – Mappa Itinerario

ferrata del monte procinto itinerario


Accesso al monte procinto:

Stazzema

Punto di appoggio:

Baita dello Scoiattolo

Tipo di via:

Via ferrata

Difficoltà:

Facile

Attrezzatura:

casco, kit completo da ferrata, guanti da ferrata

Tempi di percorrenza:

andata 2h,30; ritorno 3 ore.


Massimiliano LombardiMassimiliano LombardiIl percorso di oggi è comunque una via attrezzata che, sebbene considerata facile, richiede comunque l’uso consapevole della attrezzatura tecnica (Kit da ferrata con dissipatore) e il saper progredire in ambiente esposto e verticale; si consiglia pertanto di affrontarla con persone esperte, gruppi CAI o con guide alpine. Per maggiori informazioni sui percorsi escursionistici sulle Alpi Apuane, rivolgersi alla sezione CAI di Viareggio “M. Bacci”.
Ricordate, la montagna è un ambiente bellissimo, quanto ostile e difficile da affrontare nelle difficoltà. Valutate prima di partire le vostre corrette condizioni fisiche e l’idoneità dell’attrezzatura. Evitate di addentrarvi in escursioni da soli e ricordate di comunicare sempre l’itinerario che andrete ad affrontare per permettere in caso di necessità di essere rintracciati.

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TAG:
alpi apuane cai cai viareggio Club Alpino Italiano monte procinto

ultimo aggiornamento: 02-07-2017


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