L’impero del sogno (Vanni Santoni, Mondadori, 2017)

Le città come i sogni sono fatte di desideri e paure” (I. Calvino, Le città invisibili)

“L’impero del sogno” è il romanzo di Vanni Santoni che idealmente costituisce il prequel dei due romanzi fantasy dell’autore che costituiscono la saga “Terra ignota”.

I legami con i due romanzi citati sono profondi: “L’impero del sogno” rappresenta la genesi del mondo parallelo che sarà protagonista di “Terra ignota”; ma la forza di questo nuovo volume è proprio nella sua autonomia e indipendenza.

Protagonista è Federico, studente della provincia toscana, pendolare universitario tra Arezzo e Firenze. Federico, ventenne negli anni novanta, presenta fin da subito il doppio binario con cui giocherà con il lettore: da una parte la realtà quotidiana fatta di rapporti familiari, aspettative, amicizie, delusioni e incertezze tipiche della sua età, dall’altra la sua dimensione onirica, costituita da un sogno che, in un crescendo di eventi e emozioni, costituirà un vero e proprio universo parallelo. Le due realtà ben presto si intrecceranno, confondendo i confini e marcando la personalità del romanzo.

Il sogno su cui si fonda la storia di Federico è un sogno continuo che il protagonista ricerca ricorrendo anche a medicinali pur di proseguire la sua esistenza parallela. Insieme a lui, nell’avventura che prende così il via, ci sono Livia, compagna di viaggio incontrata grazie ai segni del sogno, e Gemma, bambina principessa di un nuovo mondo da fondare che cresce con ritmi vertiginosi.

Il libro di Santoni offre molteplici letture perché molteplici sono i viaggi che propone.

Nell’avventura che racconta ci sono viaggi in mondi fantastici ma anche una sorta di road movie dalla Toscana al Piemonte. C’è il viaggio che l’autore propone in una dimensione parallela, ma anche il viaggio attraverso la letteratura e la filosofia, costituito dalle innumerevoli letture che Gemma richiede continuamente con una grande fame di conoscenza e curiosità.

Nel libro numerose sono le citazioni relative agli anni 80 e 90 e che spaziano in diversi aspetti della società: dai giochi di ruolo ai fumetti, dai film alle serie televisive di cui ricalca e fa emergere i modelli primordiali.

Tuttavia il libro non è assolutamente una raccolta di citazioni: la trama compulsiva, ricca di eventi e punti di svolta sempre inattesi, è capace di tenere alto il livello di tensione lungo tutto il romanzo, senza tralasciare l’introspezione propria di ogni tipo di viaggio.

In numerosi passaggi si ha la sensazione di camminare in alcune de “Le città invisibili” di Calvino quanto meno per forza simbolica e stile narrativo: proprio nell’idea calviniana di viaggio risiede la forza principale di questa opera che rappresenta un grande invito alla creatività.

Così il doppio binario che Vanni persegue nella sua produzione letteraria, trova in questa opera un intreccio interessante capace di coinvolgere e stimolare ben oltre le etichette del fantastico e del realismo.

(In collaborazione con libreria “La Vela” di Viareggio)

L’autore

Vanni Santoni ( dirige la sezione narrativa per “Tunuè” ed è stato finalista con “La stanza profonda” al premio Strega 2017.

Autore di romanzi sempre originali, da “Personaggi precari” a “Muro di casse”, ha saputo affermare da sempre un notevole cifra autoriale unita a un grande rispetto per il lettore.

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