“Nel tardo pomeriggio di venerdì 3 agosto abbiamo inviato una missiva al sindaco Giovanetti e all’assessore alla Protezione Civile Bartoli nella quale chiedevamo di ricevere chiarimenti circa le misure precauzionali che l’Amministrazione Comunale aveva adottato – e poi revocato – per il grave incendio divampato nel capannone della ditta edile Cerù, i cui fumi hanno investito gran parte del territorio pietrasantino e non solo”.

Lo scrive in una nota Ettore Neri:

“Ad oggi i molti dubbi che avevamo non sono stati chiariti. Ancora ci chiediamo, dunque, su quali basi tecniche e certe il Comune abbia deciso di non evacuare la cittadinanza posta nelle vicinanze dell’incendio e su quali basi ancora oggi non abbia dato indicazioni precise su come la cittadinanza si deve comportare per non mettere a rischio la propria salute. E’ innegabile che nella giornata di venerdì, le informazioni ufficiali veicolate attraverso il sito istituzionale e la pagina Facebook del Comune di Pietrasanta siano state confusionarie e talvolta contraddittorie. Un plauso va da parte nostra ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine e agli uomini della Protezione Civile che come sempre si sono impegnati senza sosta per domare l’incendio e sostenere la cittadinanza.  Vogliamo però capire da subito quali sono gli effetti dei fumi, senza dubbio non salutari, sia nell’aria che sui prodotti agricoli assai diffusi nell’intera piana colpita abbondantemente e per molte ore dalla colonna di fumo. Ci appare abbastanza superficiale la comunicazione fatta dal Comune, a nostro avviso più tesa a rassicurare i turisti e gli operatori commerciali,  che oggettiva e prudenziale. Allo stesso modo, hanno destato molta preoccupazione certe affermazioni da parte dell’assessore al turismo, quando ancora l’incendio era ben visibile. Non vorremmo che prevalesse la corsa a dire “va tutto bene” per non perdere qualche prenotazione a discapito della dovuta prudenza necessaria per la tutela della salute collettiva. Ad oggi non abbiamo dati e pertanto non ci possiamo ritenere tranquilli. Anche Arpat e Asl, invece di attendere il fine settimana, avrebbero dovuto fornire immediatamente dati di campionamenti. Capiamo che la popolazione debba essere rassicurata, ma non con superficialità bensì con dati oggettivi e tangibili. Diffidiamo di chi, pur di dire che non vi sono rischi, chiude gli occhi e pensa solo alla propaganda. Non è il momento di mettere i fumi sotto le tovaglie – purtroppo di fumo vero si tratta – ma di dare risposte certe e sicure alla cittadinanza”.

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