“Serotonina” (M.Houellebecq, La nave di Teseo, 2019)

“Tutto esiste, chiede di esistere, perciò si sviluppano situazioni, a volte portatrici di potenti configurazioni emotive, e un destino finisce per compiersi.”

Il libr di Houellebecq conferma la complessità e le numerose sfaccettature dell’autore francese che si impone al grande pubblico ancora una volta con un’opera schietta, multiforme, capace di sintonizzarsi sulle inquietudini del nostro tempo.

Florent, il protagonista, ha  superato i quaranta anni, lavora come agronomo per il ministero e cura la propria depressione con il Captorix, un medicinale capace di ridare vigore umorale ma di compromettere le pulsioni e i desideri. Florent inaugura così un lungo viaggio dentro di sé tra il sesso sfrenato, gli impegni di lavoro, le amicizie più pure. In questo viaggio, spesso estremo, si fronteggiano numerosi paesaggi, come quello malinconico e agricolo della Normandia, e quello brulicante e stereotipato di una Parigi ormai eccessivamente borghese.

Ho trovato la sensibilità verso la crisi politica e economica francese veramente significativa e stupefacente, mentre l’aspetto piu introspettivo l’ho trovato talvolta forzato e eccessivo.

Tuttavia questi temi fuori e dentro dal protagonista si assecondano nel romanzo con grande armonia e maestria narrativa, lasciando spazio all’umorismo, al romanticismo, alla drammaticità e all’ironia: le varie declinazioni con cui la materia narrata prende forma sono tali da tenere sempre alta l’attenzione del lettore che entra in un gioco di stupore notevole.

Il linguaggio è esatto, crudele, talvolta violento ma necessario per trasmettere le contraddizioni e lo spirito attuale della Francia.

Certamente nelle pagine predomina una visione maschile, talvolta misogena, del mondo e della sessualità, il che contribuisce a rendere il personaggio ambivalente.

Le avventure erotiche di Florent sono tra le sequenze su cui l’autore di dilunga maggiormente per farci comprendere il dramma delle controindicazioni del Captorix nella vita di Florent: a un disagio fisiologico corrisponde un abissale disagio psicologico.

C’è nel libro la rappresentazione reale dello stato depressivo come un graduale commiato da affetti e attività: di fatto il farmaco somministrato favorisce gli adempimenti formali della quotidianità, annientando ogni slancio vitale.

La rivolta non violenta e la non accettazione sono fra gli aspetti emergenti nel romanzo, dove comunque il protagonista fluttua sempre tra spirito anarchico e reazionario. Florent è spesso spettatore, come nel caso dell’ultima fidanzata dalle pratiche sessuali estreme o come nell’episodio della pedofilia, incapace poi di prendere una posizione netta nei confronti di ciò a cui assiste. E in questo suo modo di stare al mondo porta il lettore nel poliedrico mondo di emozioni e accettazione dell’altro.

L’autore

M.Houellebecq (Francia, 1956) è affermato scrittore, poeta, saggista, registra francese. Tra i suoi libri “Sottomissione” e “La carta e il territorio”.

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