Consegne a domicilio, arrestato pony express della cocaina - Cronaca Toscana Versiliatoday.it

Consegne a domicilio, arrestato pony express della cocaina

Militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Livorno hanno dato esecuzione, nella mattinata odierna, a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Livorno, Dott. Marco Sacquegna, nei confronti di un cittadino albanese domiciliato nel capoluogo labronico (K.L. di 21 anni), città nella quale il giovane è risultato esercitare sistematicamente l’attività di spaccio di cocaina.

Nel corso delle attività di controllo economico del territorio e di repressione dei traffici illeciti, i Finanzieri della Sezione Mobile sono stati attratti dalle frequentazioni del giovane che, seppure formalmente senza occupazione e, dunque, senza redditi, non sembrava avere difficoltà a reperire il denaro per rifornire di carburante l’autovettura e lo scooter con i quali era solito girare per le strade di Livorno.

Nel corso delle indagini, sviluppate sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Massimo Mannucci, è emerso che in realtà, proprio quegli spostamenti erano collegati alla vera attività dell’albanese: come un vero “pony-express”, era sempre pronto a soddisfare le richieste della propria clientela e consegnare, a seconda delle esigenze, a casa, nei pressi del luogo di lavoro o presso una delle baracchine presenti sul lungomare le “dosi” di cocaina ordinate. Decine sono state le cessioni monitorate delle Fiamme Gialle, tutte confermate dalle dichiarazioni rese dagli acquirenti/assuntori la cui posizione è al vaglio della Prefettura per l’applicazione delle sanzioni amministrative di cui all’art. 75 del D.P.R. 309/1990.

Proprio l’assenza di proventi leciti – il cittadino albanese non è nemmeno censito dall’Anagrafe tributaria – hanno consentito di dimostrare che l’unica fonte di sostentamento fosse ravvisabile nel traffico illecito di sostanze stupefacenti. Per questa ragione l’A.G. ha ritenuto che l’applicazione della misura personale restrittiva fosse necessaria.

Molto incisiva, dunque, l’attività dei Reparti della Guardia di Finanza di Livorno volta al contrasto ai fenomeni di criminalità economica e di spaccio sul territorio livornese, anche in attuazione degli indirizzi del Procuratore Capo della Repubblica e delle indicazioni dell’Autorità prefettizia.

Aggiornato il: 05-03-2019 11:13