Joker [recensione film] - Cinema, Il piacere dei Libri Versiliatoday.it

Joker [recensione film]

Joker è da vedere? Sí, Joker è da vedere perché è noir ben costruito che con la magia del cinema mette sullo schermo dibattiti e contraddizioni attualissimi. Alla fine il legame con la saga di Batman è quasi irrilevante… In una Gotham anni’80 nell’America di Reagan il passaggio di Arthur, malato mentale per un grave danno neurologico emarginato dalla società a Joker, criminale folle, racchiude molte delle inquietudini e delle urgenze sociali quanto mai attuali. Dal crimine violento al trattamento della malattia mentale, coi limiti dolorosi delle istituzioni e l’indifferenza comune, dalla distruzione dello stato sociale e del welfare a qualcosa di più intimo e diffuso: la totale mancanza di empatia fra esseri umani. Certo il film è ricco di citazioni e riferimenti cinematografici, anche perché l’emblema del clown, della risata da Chaplin al cinema italiano d’autore ha raggiunto vertici espressivi altissimi. Il film si regge completamente sull’interpretazione di Phoenix: dal lavoro sul corpo, alla mimica, dalla fluidità del gesto alla nevrosi fisica, agli occhi, sarebbe da rivedere solo per i mille sguardi di Phoenix, sguardi sul mondo, ma anche sguardi sull’abisso del disagio, sguardi declinati in tanti modi e in contraddizione con la sua risata. Risata che non deriva da cicatrici fisiche ma emotive e psichiche, l’elemento più innovativo della storia. Ho trovato grandiosa, a tratti necessariamente crudele, la narrazione cinematografica: un continuo dialogo fra campi lunghissimi e primi piani spinti. C’è una grande tema che pervade tutto il film e che è il motivo per cui vale la pena vederlo: l’ambivalenza del male. Il film ha una posizione netta su questo, il male provocato da Joker il cattivo è un male giustificato perché ha radici legate al vissuto con grandi implicazioni sociali, quindi politiche. Un punto di vista molto “americano” su questo tema che nella sua ambivalenza tratteggia tutta la storia. Storia che, in certi passaggi, perde un po’ di ritmo.
Le figure femminili, eccetto nell’idealizzazione, sono tutte molto negative per Joker perché rappresentano il contatto con la realtà e l’abbandono a se stesso da parte di legami e istituzioni.
C’è infine un aspetto dirompente e quanto mai attuale che esplode nella parte finale del film durante la devastazione di Gotham: la folla, che è la folla spesso diffusa dei nostri giorni. Senza sostanza, contraria all’ordine costituito, in preda a omologazione , conformismo,violenza e impulsività e che erge eroi per caso. Ecco, su quella folla resta l’inquietudine forse maggiore che visivamente e emotivamente il film ha reso in modo magistrale.

(Visitato 180 volte, 1 visite oggi)

Aggiornato il: 12-10-2019 18:19