“Italian Psycho” (Corrado de Rosa, Minimum Fax, 2021)

Trama

“Italian Psycho” è il saggio di Corrado de Rosa che indaga sul rapporto tra follia e crimini, ideologia e politica. L’autore, psichiatra e scrittore, ha elaborato numerosi saggi sulla manipolazione della malattia mentale in ambito giudiziario.

In questo testo percorre i momenti salienti della nostra storia dai processi a Pasolini al terrorismo eversivo fino alle indagini sulla mafia, analizzando con rigore scientifico e documentazione giudiziaria, come la follia sia stato strumento importante per manipolare gli interventi giudiziari. La follia infatti si configura così come oggetto privilegiato di potere politico, sottolineando la strumentalizzazione eversiva della malattia mentale da parte del potere politico.

De Rosa ci introduce in maniera coinvolgente e con autorevolezza sulla linea che demarca il confine tra follia e comportamento consapevole.

Interessanti sono anche le incursioni nella storia della psichiatria che De Rosa innesta nel saggio, dagli alienisti alle teorie di Lombroso. Il testo è corredato da perizie psichiatriche autentiche che contribuiscono a evidenziare gli approfondimenti che, con onestà intellettuale, si articolano sul piano storico, sanitario e politico.

Il saggio è caratterizzato da una grande agilità narrativa e ritmo incalzante, configurandosi come una lettura avvincente, capace di offrire panoramiche dettagliate sul tema e visioni trasversali.

Note al margine

La follia con cui etichettare gli anarchici, la follia da diagnosticare nei processi di mafia o nei crimini violenti, il presunto disagio psicologico di Pasolini: sono solo alcune della pagine più difficili della nostra storia recente che De Rosa affronta in questo suo saggio straordinario. Il tema del rapporto fra malattia mentale, crimini e politica mi ha affascinato molto, anche perché collegato a eventi e periodi storici che da sempre mi interessano in modo particolare. Ho apprezzato soprattutto le scelte stilistiche di De Rosa: pur mantenendo un rigore medico e storico notevole, ha saputo conferire al saggio la fluidità narrativa, la curiosità, il coinvolgimento col lettore che raramente troviamo in un saggio scientifico. Tale percorso rende il libro accessibile, fruibile e godibile nella lettura, senza perdere niente della complessità che lo contraddistingue. Il metodo scientifico e l’indagine storica sono la mappa su cui l’autore si muove per portarci in questo viaggio nel mondo della follia e della nostra storia. Una scrittura nitida e cristallina alternata alle considerazioni pungenti e documentate dell’autore, contribuiscono a rendere “Italian Psycho” un libro stimolante e, per gli aspetti stilistici, all’avanguardia nel mondo dei saggi, per allargare il tema delle etichettature psicologiche al di là del settore giudiziario.

Il libro in una frase

“La follia funziona da ansiolitico sociale, placa le angosce quotidiane, crea un falso sentimento di sicurezza. E trova terreno fertile in una società disposta a far diventare depressione la tristezza, un disturbo da abbuffata compulsiva la golosità eccessiva, un disturbo cognitivo le dimenticanze ripetute, un disturbo d’ansia l’insicurezza percepita”.

Erika Pucci

@Erykaluna

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