Non solo Vigili del Fuoco: anche i sanitari toscani in prima linea in Venezuela dopo il sisma

Mentre proseguono le operazioni di soccorso dei Vigili del Fuoco italiani, entra nel vivo anche la missione sanitaria inviata in Venezuela dopo il devastante terremoto. Sono infatti 36 i professionisti della sanità italiana giunti nel Paese sudamericano su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, con un ruolo fondamentale affidato alla Toscana.

I sanitari sono stati distribuiti in tre ospedali del Distretto di Caracas, compreso un ospedale militare dove operano nei reparti di terapia intensiva. Dopo la partenza da Pratica di Mare e un lungo viaggio, il personale sta assumendo in queste ore la piena operatività.

La componente toscana è formata da cinque professionisti – un medico e quattro infermieri – selezionati per l’elevata preparazione specialistica e per l’esperienza maturata in missioni internazionali in contesti di emergenza. Non si esclude inoltre l’invio di altro personale sanitario, sulla base delle necessità che emergeranno sul campo e delle specializzazioni richieste.

A coordinare la missione è la CROSS di Pistoia, il Centro di riferimento regionale per le emergenze sanitarie internazionali, chiamato ancora una volta a svolgere un ruolo chiave nella gestione degli aiuti italiani.

“La missione sanitaria italiana in Venezuela entra nella fase operativa grazie alla disponibilità dei professionisti coordinati dalla Cross di Pistoia – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani –. La Toscana è con voi durante questo impegno, che conferma ancora una volta l’eccellenza e l’affidabilità della nostra Protezione civile”.

Anche il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Bernard Dika, ha voluto ringraziare il personale coinvolto: “Stiamo seguendo tutte le fasi di questa importante missione. Grazie alle donne e agli uomini della Cross di Pistoia che non si tirano indietro nei momenti di maggiore necessità e che, grazie alle loro competenze, sono chiamati a coordinare gli aiuti sanitari del nostro Paese in un contesto così drammatico”.

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