Il mistero dei cigni nel mare alla Partaccia: salvato uno, ne compare un altro

Un cigno viene recuperato e trasferito in un ambiente più sicuro. Poche ore dopo, però, un altro esemplare fa la sua comparsa nello stesso tratto di mare. È una vicenda insolita quella che sta richiamando l’attenzione di bagnanti, residenti e volontari alla Partaccia, tra Marina di Massa e Marina di Carrara, dove da giorni questi eleganti uccelli sembrano aver scelto il mare come luogo di sosta.

Il primo cigno, che stazionava davanti all’ex Torre Fiat, è stato recuperato dai volontari della Casa dei Maccioni e trasferito al fosso del Brugiano, dove può trovare acqua dolce e condizioni più adatte alla sua sopravvivenza. L’animale è apparso in buone condizioni e ha ripreso rapidamente le proprie normali attività.

La sorpresa è arrivata il mattino seguente, quando nello stesso punto è stato avvistato un secondo cigno. L’ipotesi più probabile è che si tratti di un altro esemplare in migrazione, attratto dall’area che, vista dall’alto, potrebbe ricordare un piccolo specchio d’acqua interno.

Gli esperti spiegano che i cigni non sono adatti a vivere a lungo in mare. L’acqua salata può provocare gravi problemi di disidratazione e compromettere la loro salute, mentre la mancanza di acqua dolce rende impossibile il normale equilibrio dell’organismo. Per questo motivo il nuovo arrivato viene monitorato costantemente e, se non riprenderà il volo spontaneamente, sarà recuperato e trasferito in un ambiente più idoneo.

Intanto il Centro Didattico Wwf Ronchi è intervenuto per chiarire la propria posizione, invitando i cittadini a non contattare l’associazione per le segnalazioni relative al cigno. L’organizzazione ha spiegato che la gestione dell’animale non rientra nelle proprie competenze ed è affidata ad altre associazioni specializzate nel recupero della fauna selvatica, in collaborazione con il Comune di Massa. Il Wwf ha inoltre sottolineato che il continuo afflusso di telefonate rischia di compromettere l’operatività del numero dedicato alle emergenze, annunciando che, qualora la situazione dovesse proseguire, potrebbe essere costretto a sospendere temporaneamente il servizio telefonico. L’associazione rinnova infine l’appello a non somministrare cibo al cigno: un gesto apparentemente innocuo che potrebbe indurre l’animale a rimanere in mare, ritardando il suo ritorno in un ambiente più adatto alla sopravvivenza.

Tra gli appassionati di fauna selvatica, si rincorrono le ipotesi sull’identità del nuovo arrivato. Potrebbe essere un esemplare già conosciuto in Versilia e sulla costa apuana, ma saranno eventuali controlli a chiarire la sua provenienza. Nel frattempo, il “giallo” dei cigni della Partaccia continua ad affascinare e a tenere alta l’attenzione di chi frequenta quel tratto di litorale.

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