A Viareggio basta poco. Una passeggiata sul lungomare, due chiacchiere sotto l’ombrellone, un caffè al bar e la città comincia a fare quello che sa fare meglio: immaginare, commentare, scherzare. Soprattutto quando la parola magica è una sola: Carnevale.
Da qualche giorno, infatti, circola una voce che ha già fatto sorridere molti viareggini: il nome di Giorgio Panariello sarebbe finito tra quelli papabili per la presidenza della Fondazione Carnevale.
Il condizionale, però, è d’obbligo. Perché al momento si parla di una indiscrezione, di un’ipotesi che corre veloce tra spiaggia e città, non di una scelta ufficiale né di una nomina già decisa.
Ma l’idea, diciamolo, ha tutti gli ingredienti per accendere la fantasia. Panariello è un volto amatissimo, un uomo di spettacolo che conosce il palcoscenico, il pubblico e anche quello spirito ironico e pungente che da sempre accompagna il Carnevale di Viareggio.
Certo, tra una battuta e un applauso c’è anche il lato meno visibile della Fondazione: bilanci, organizzazione, rapporti istituzionali, programmazione e una macchina complessa da far funzionare tutto l’anno. Perché il Carnevale non vive soltanto nei giorni della sfilata, ma richiede lavoro e responsabilità dodici mesi su dodici.
Intanto, però, la voce ha iniziato a girare. E a Viareggio, si sa, quando si parla di Carnevale anche un semplice sussurro può diventare una piccola mascherata.
Che sia Panariello o un altro nome, una cosa è certa: il primo spettacolo del prossimo Carnevale sembra essere già iniziato. E, come spesso accade nella città dei carri, il sipario si apre molto prima di febbraio.