Il caso del pino di via Sant’Andrea a Viareggio continua ad alimentare il dibattito cittadino. A intervenire con una lunga nota sono Amici della Terra Versilia, Comitato per la Salvezza della Pineta, Comitato Le Voci degli Alberi, Coordinamento No Asse, Legambiente Versilia e Wwf Alta Toscana, che definiscono il maestoso albero “un motore economico, sociale e ambientale per Viareggio” e chiedono di fare piena luce su quella che definiscono una transennatura sulla quale restano ancora molti interrogativi.
Secondo le associazioni, il pino non è soltanto un monumento vivente, ma rappresenta uno straordinario alleato per il quartiere e per le attività economiche della zona. In un periodo caratterizzato da temperature sempre più elevate, spiegano, la sua chioma contribuisce a mitigare il calore, garantisce ombra e rende più accogliente l’area, aumentando anche l’attrattività delle attività commerciali vicine.
Per i firmatari della nota, senza quell’albero la strada perderebbe decoro, valore paesaggistico e capacità di richiamare cittadini e turisti. Al contrario, il quartiere potrebbe essere ulteriormente valorizzato attraverso la pedonalizzazione della via, la realizzazione di aiuole o la depavimentazione del sagrato, trasformandolo in uno spazio verde fruibile durante le sere estive e capace, nei mesi piovosi, di favorire l’assorbimento dell’acqua, riducendo ristagni e allagamenti.
Il nodo della transennatura
Gran parte della nota è dedicata proprio alla transennatura dell’area, che i comitati ritengono non sufficientemente motivata.
Primo punto: lo stato di salute del pino. Le associazioni affermano che, sulla base della documentazione in loro possesso, l’albero non risulterebbe pericolante. Ricordano inoltre che la normativa vigente vieta l’abbattimento di piante sane, a maggior ragione durante il periodo di nidificazione dell’avifauna.
Per questo motivo hanno presentato richieste di accesso agli atti nei confronti di Comune di Viareggio, Curia e Soprintendenza, precisando che, al momento, non sarebbe ancora arrivata alcuna risposta.
“Nessuna urgenza”
Secondo i comitati, non esisterebbero ragioni tali da giustificare l’attuale chiusura della strada.
A loro avviso il cantiere potrebbe essere avviato dopo il termine del periodo di nidificazione, fissato dopo il 30 agosto, evitando così interventi in un momento particolarmente delicato per la fauna.
Nel frattempo, sostengono, sarebbe sufficiente adottare soluzioni temporanee già utilizzate in molte altre situazioni analoghe: installare la segnaletica che indica una carreggiata deformata e imporre il limite di velocità di 30 chilometri orari, considerando anche che fino a pochi giorni prima il tratto era regolarmente aperto al traffico senza particolari limitazioni.
“Le soluzioni tecniche esistono già”
Le associazioni contestano anche l’idea che non vi siano alternative all’abbattimento.
Secondo i firmatari, esistono tecnologie già collaudate, sia in altre realtà italiane sia in Versilia, che consentono di realizzare una pavimentazione drenante e resistente alle elevate temperature senza compromettere l’apparato radicale dell’albero.
Per questo motivo ritengono che il tavolo tecnico, al quale hanno formalmente chiesto di partecipare, debba limitarsi a individuare la soluzione progettuale più idonea, piuttosto che discutere dell’eventuale eliminazione del pino.
“Un simbolo da salvare”
Nella parte conclusiva della nota, i comitati ribadiscono di non vedere chi possa trarre beneficio dall’abbattimento di un albero che, a loro giudizio, rappresenta un simbolo di Viareggio sotto il profilo ambientale, paesaggistico e turistico, richiamando anche i principi contenuti nell’enciclica “Laudato Si'” di Papa Francesco.
Le associazioni ricordano infine la grande partecipazione registrata alla manifestazione organizzata per difendere il pino, poi annullata dopo la sospensione dell’abbattimento, interpretando quell’adesione come la dimostrazione di una diffusa volontà cittadina di tutelare uno degli alberi più rappresentativi della città.