Disabili e lavoro, dalla Regione Toscana 6,5 milioni di euro per favorire assunzioni e inclusione: bonus fino a 20 mila euro alle imprese

La Toscana investe sul lavoro delle persone con disabilità con un nuovo piano regionale da 6,5 milioni di euro destinato a favorire l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro. La misura, approvata dalla Giunta regionale, potrà sostenere gli interventi avviati a partire dal 1° agosto 2026.

Del totale delle risorse, 4 milioni di euro saranno destinati alla generalità delle persone con disabilità iscritte al collocamento mirato, mentre 2,5 milioni di euro finanzieranno una linea specifica dedicata alla disabilità psichica, considerata una delle aree più fragili nei percorsi di inserimento lavorativo.

Il piano sarà realizzato, gestito e monitorato attraverso Arti, l’Agenzia regionale toscana per l’impiego, e ha già ottenuto il parere favorevole del nuovo Comitato regionale per la gestione del Fondo per l’occupazione delle persone con disabilità, organismo di confronto tra istituzioni, parti sociali e associazioni.

“Con questa programmazione la Toscana rinnova il proprio impegno per un lavoro che sia davvero per tutti – hanno dichiarato il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi –. Non parliamo solo di inclusione come principio, ma di strumenti concreti: 6,5 milioni di euro che permettono alle persone con disabilità di entrare nel mondo del lavoro e soprattutto di restarci”.

Assunzioni, contributi fino a 20 mila euro

Il cuore del programma riguarda gli incentivi alle imprese che assumono persone con disabilità.

Per le assunzioni a tempo indeterminato, compreso l’apprendistato, sono previsti contributi fino a:

  • 15 mila euro per ogni lavoratore assunto;
  • 20 mila euro nel caso di persone con disabilità psichica.

Sono previste ulteriori maggiorazioni in presenza di particolari condizioni di fragilità o quando l’impresa non è soggetta agli obblighi previsti dalla legge 68 del 1999 sul collocamento mirato.

Sostenute anche le assunzioni a tempo determinato, attraverso contributi mensili, e le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

Per i tirocini è previsto un contributo fino a 3.600 euro.

Posti di lavoro più accessibili: fondi per gli accomodamenti ragionevoli

Una parte importante del piano riguarda gli interventi per rendere i luoghi di lavoro più adatti alle esigenze delle persone con disabilità.

Sono previsti contributi fino a:

  • 10 mila euro per l’adeguamento dei locali;
  • 5 mila euro per la trasformazione della postazione di lavoro;
  • 3 mila euro per tecnologie dedicate al telelavoro;
  • 2 mila euro per la mobilità verso il luogo di lavoro.

Finanziati anche tutor, educatori, formazione, attività di supporto tra pari, accompagnamento per persone con disabilità sensoriale e la figura del responsabile dell’inserimento lavorativo nelle aziende.

Dalla scuola al lavoro: progetti fino a 42 mila euro

Il piano dedica risorse anche al delicato passaggio tra scuola e occupazione.

Sono previsti contributi fino a 30 mila euro, che salgono a 42 mila euro per la disabilità psichica, per progetti rivolti a studenti con disabilità o giovani neodiplomati.

Finanziamenti anche per il Terzo settore e per le cooperative sociali impegnate nella creazione di nuovi posti di lavoro.

Bonus aggiuntivi per chi assume persone con un progetto di vita

La nuova programmazione recepisce inoltre la riforma introdotta dal decreto legislativo 62 del 2024, prevedendo un ulteriore incentivo per le aziende che assumono persone titolari di un progetto di vita:

  • 3 mila euro per persona con disabilità;
  • 4 mila euro in caso di disabilità psichica.

“Abbiamo scelto di rafforzare in modo significativo il sostegno alla disabilità psichica – spiegano Giani e Lenzi – e di intervenire non solo sull’assunzione, ma su tutto ciò che rende il lavoro stabile: dai tutor agli accomodamenti ragionevoli fino all’accompagnamento delle persone con disabilità sensoriale”.

Arti adotterà procedure semplificate e digitalizzate, con un sistema uniforme di monitoraggio dei risultati occupazionali, per rendere più rapido l’accesso agli strumenti e verificare l’efficacia degli interventi.

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