Dopo lo sgombero e la bonifica dell’ex centro sociale di Viareggio, il Cantiere Sociale Versiliese e Potere al Popolo Versilia attaccano l’amministrazione: “Reprimere non risolve il disagio, lo sposta altrove”
Le ruspe hanno cancellato un pezzo di storia della Darsena, ma la demolizione dell’ex Sars non chiude il dibattito. Dopo lo sgombero effettuato ieri e la chiusura degli accessi all’area, arriva la dura presa di posizione del Cantiere Sociale Versiliese e di Potere al Popolo Versilia, che contestano la gestione dell’intervento da parte dell’amministrazione comunale.
“Ci svegliamo questa mattina con le immagini dell’abbattimento dell’Ex Sars, lo storico centro sociale viareggino nato nei primi anni Duemila sulla spinta dei movimenti legati a Genova 2001 e contro la guerra in Iraq”, si legge nella nota diffusa dai due soggetti.
Secondo il Cantiere Sociale, lo spazio, pur essendo ormai inutilizzato da anni, avrebbe rappresentato nel tempo un luogo di aggregazione e di sostegno sociale.
“Finché il posto è stato presidiato e vissuto non si sono mai verificati episodi di violenza. Era diventato uno spazio che esprimeva aggregazione a basso costo, musica underground e aveva partecipato ai percorsi di lotta per la casa a Viareggio e di sostegno alle marginalità”.
Nel mirino finisce soprattutto la scelta dell’amministrazione di procedere allo sgombero e alla demolizione senza, secondo gli attivisti, un progetto alternativo.
“Da quasi dieci anni quei luoghi versano in stato di abbandono, in primo luogo un abbandono istituzionale che ha visto crescere situazioni molto critiche per la Darsena. Quel posto avrebbe potuto essere affidato ad associazioni che sul territorio si spendono per il sociale e la cultura, ridando nuova vita agli spazi”.
La critica riguarda anche la presenza di persone fragili all’interno dell’edificio.
“All’interno dell’ex Sars non si trovavano solo spacciatori, da cui prendiamo chiaramente le distanze, ma anche persone senza fissa dimora costrette ad abitazioni di fortuna dalla totale assenza di politiche sociali del Comune di Viareggio”.
“Demolire è facile, affrontare il disagio richiede responsabilità”
Il messaggio lanciato è che l’intervento, secondo gli autori della nota, non avrebbe affrontato il problema alla radice.
“Demolire un edificio è semplice; affrontare il disagio abitativo e l’emarginazione sociale richiede responsabilità e una visione politica concreta”.
E ancora: “La sicurezza la fanno i luoghi aperti, vissuti e attraversati. La repressione che butta le persone per strada non è sicurezza, anzi produce ulteriori rischi per tutti e tutte”.
Nel mirino anche il piano di interventi che riguarda altre aree della città.
“Questa operazione fa parte dell’intervento triangolare tra ex piscina, ex Campo Del Chiaro e Balipedio, sull’onda emergenziale ed emotiva senza alcuna progettualità e strategia neanche a medio termine”.
Potere al Popolo: “Dove andranno le persone sgomberate?”
Anche Potere al Popolo Versilia interviene sulla vicenda, ponendo al centro la questione abitativa.
“Nascondere la polvere sotto il tappeto non è mai una soluzione. Tanto più quando non si tratta di polvere ma di persone con gravi disagi economici e sociali”.
L’organizzazione sottolinea come lo sgombero non avrebbe risolto la situazione delle persone che vivevano all’interno dell’ex struttura.
“Ciò non ha risolto il problema di chi lì aveva trovato una dimora temporanea, non avendo altre possibilità”.
Secondo Potere al Popolo, il rischio è quello di aumentare il numero delle persone senza casa.
“Da oggi le persone che avevano al Sars il proprio tetto non avranno un posto dove andare: alla faccia di chi grida al degrado e all’emergenza sicurezza, adesso alimenteranno il numero dei senza tetto che a Viareggio ha ormai raggiunto e superato il numero delle 200 unità”.
La richiesta è quella di aprire un confronto sulle politiche abitative.
“Quali sono le alternative messe in campo per le venti persone sgomberate? Al di là dell’azione dimostrativa, vi sono i presupposti per un concreto impegno?”.
La posizione del Cantiere Sociale e di Potere al Popolo è netta: “Reprimere non risolve il problema, semplicemente lo sposta altrove”. La demolizione dell’ex Sars, dunque, diventa il nuovo terreno di scontro politico sulla sicurezza, il degrado e l’emergenza abitativa a Viareggio.