Sfiducia a Salemi, il Pci: “Il Consiglio secretato è un problema di trasparenza”

VIAREGGIO – Il Consiglio comunale convocato per lunedì 21 settembre per affrontare la vicenda della sfiducia all’assessore Salemi continua ad essere terreno di confronto politico. A intervenire è Paolo Annale, della Federazione di Lucca e della Versilia del Partito Comunista Italiano, che critica le modalità con cui è stata convocata l’assemblea e pone l’accento soprattutto sulla questione della trasparenza.

Il Pci apre con una considerazione ironica sulla scelta dell’orario mattutino per una seduta che si svolgerà in forma secretata. “Sarebbe stata più adatta un’ora serale o meglio notturna”, osserva il partito, secondo cui il buio avrebbe fatto da “pendant con la segretezza dell’adunanza e anche del voto”.

Al di là dell’ironia, la critica riguarda soprattutto la gestione politica della vicenda Salemi. Secondo il Pci, la sindaca avrebbe potuto risolvere la questione accettando le dimissioni dell’assessore, anziché respingerle.

Una scelta che, nella lettura del partito, avrebbe trasformato una vicenda inizialmente interna alla giunta in una questione politica di interesse pubblico.

“Da qui anche la nostra doverosa attenzione per l’esito che avrà”, afferma il PCI, sostenendo che il voto del Consiglio comunale potrà contribuire a chiarire la natura della compagine di governo e i suoi equilibri, dai quali, secondo la formazione politica, dipenderanno anche le future scelte amministrative per la città.

Nel documento vengono richiamati anche alcuni dei temi che il PCI considera prioritari per Viareggio: casa, lavoro e accoglienza. Secondo il partito, si tratta di questioni ancora irrisolte e che, nella sua valutazione, non sarebbero sufficientemente al centro dell’azione dell’amministrazione.

La parte finale della nota è dedicata proprio alla trasparenza, tema che il PCI collega agli impegni assunti durante la campagna elettorale.

“Finita la stagione delle reiterate inaugurazioni”, scrive la Federazione, “qualcuno poteva pensare che se ne sarebbe aperta una nuova almeno per la trasparenza”. Da qui la conclusione, ancora una volta polemica, sulla scelta di svolgere il Consiglio in forma secretata: “Dal canto nostro temiamo che anche questa sia stata ‘secretata’ e ne siamo preoccupati”.

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