VIAREGGIO – L’avvocato Massimiliano Baldini, ex consigliere regionale, interviene sulla vicenda che vede al centro l’assessore comunale Rodolfo Salemi, dopo la pubblicazione in una chat Telegram con oltre 5.000 aderenti dell’ubicazione di alcuni posti di controllo della Polizia in città.
Baldini si rivolge direttamente agli esponenti del centrodestra e chiede una presa di posizione ai consiglieri comunali eletti nella lista Centrodestra Unito, ma anche ai vertici locali e provinciali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, ai responsabili degli enti locali e ai parlamentari eletti a Viareggio.
“Gli elettori di centrodestra, quelli che votano i partiti della Meloni, di Tajani e di Salvini anche perché difendono sempre il lavoro delle Forze dell’Ordine – sostiene Baldini – hanno diritto di conoscere cosa pensano e cosa dicono i Consiglieri Comunali eletti con una lista denominata ‘centrodestra unito’ in merito alla pubblicazione in una chat con oltre 5.000 aderenti della ubicazione dei posti di blocco della Polizia in città operata dall’Assessore Rodolfo Salemi”.
Nel suo intervento Baldini contesta anche la decisione di svolgere in forma segreta la seduta del Consiglio comunale chiamata a discutere la mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore.
“La decisione di secretare il Consiglio Comunale sul punto – vergognosa ed illegittima a mio avviso – non sottrae tuttavia i partiti di FDI, Lega e FI, i loro Segretari locali e provinciali, i loro Responsabili degli Enti Locali, i loro Parlamentari eletti a Viareggio, di dire agli elettori quale sia la loro posizione sul punto”.
Per l’ex consigliere regionale, anche il silenzio dei partiti rappresenterebbe una questione politica.
“Continuare a non farlo come sta accadendo – così come secretare il Consiglio Comunale – significa voler occultare agli elettori in generale ed a quelli di centrodestra in particolare la posizione politica di questi partiti e dei loro eletti su un tema centrale della politica nazionale di Meloni, Tajani e Salvini”.
Baldini chiama quindi direttamente in causa alcuni esponenti politici del centrodestra: Zucconi, Montemagni, Barabotti, Bergamini e Potenti.
“E se questo atteggiamento sarà confermato anche nei prossimi giorni e fino all’adunata dell’Assise voglio proprio vedere come Zucconi, Montemagni, Barabotti, Bergamini e Potenti potranno tornare a Viareggio a chiedere il voto”.
Ma per Baldini il confronto non dovrebbe fermarsi alla mozione di sfiducia nei confronti di Salemi. L’ex consigliere regionale chiede infatti che la città possa discutere pubblicamente dell’accaduto attraverso un Consiglio comunale aperto.
“Ad ogni modo, a prescindere dalla mozione di sfiducia politica a Salemi, la città ha diritto di confrontarsi su quanto è successo e quindi di veder celebrare un Consiglio Comunale aperto sull’accaduto”.
Una seduta alla quale, secondo Baldini, dovrebbero poter partecipare cittadini, associazioni, enti e tutte le realtà interessate alla vicenda.
“Dove ad esempio possano intervenire, oltre ai viareggini ed ai torrelaghesi, alle associazioni, agli enti, alle articolazioni di ogni genere ed ai soggetti interessati, anche i rappresentanti dei sindacati delle Forze dell’Ordine che già hanno detto la propria”.
Il caso Salemi resta dunque al centro del confronto politico cittadino, con il centrodestra chiamato da Baldini a rendere pubblica la propria posizione sulla vicenda.
