Dopo aborto, gender e unioni civili il generale Vannacci apre un altro “fronte” con il voto plurimo: “Più schede elettorali per chi ha figli minorenni”

Più schede elettorali per chi ha figli:

VIAREGGIO – Il generale Roberto Vannacci, che vive a Viareggio, torna a far discutere con un nuovo capitolo del programma di Futuro Nazionale. Dopo le proposte sull’aborto, sul gender, sulle unioni civili, sulla famiglia tradizionale e sull’identità cristiana, arriva ora quella sul cosiddetto “voto plurimo”: dare ai genitori più schede elettorali, in rappresentanza dei figli minorenni.

L’idea è contenuta nella seconda parte del programma politico del movimento guidato dall’ex generale, un documento di oltre cento pagine nel quale viene delineata una precisa visione della società italiana. E questa volta il terreno sul quale Vannacci interviene è quello della rappresentanza democratica.

La proposta è piuttosto chiara: ai genitori potrebbero essere assegnate ulteriori schede elettorali in relazione al numero dei figli a carico. Non si tratterebbe quindi di attribuire ai genitori un maggiore diritto di voto personale, ma di consentire loro di rappresentare alle urne anche i figli minorenni.

Il programma parla di un “interessante esperimento politico” e ipotizza di dare ai genitori un numero di schede pari a quello dei figli, da distribuire tra padre e madre. Nel caso di un numero dispari di figli, viene prevista anche la possibilità di alternare le schede tra i due genitori nelle diverse tornate elettorali.

L’obiettivo dichiarato è quello di riconoscere il valore sociale ed economico della famiglia e di riequilibrare la rappresentanza democratica tenendo conto del peso della cosiddetta “società domestica”.

Ma la proposta si scontra immediatamente con un principio fondamentale della nostra Costituzione. L’articolo 48 stabilisce infatti che il voto è personale, libero, segreto ed eguale. Nell’attuale sistema ogni voto ha lo stesso peso, indipendentemente dal numero dei figli, dalla condizione economica o dalla situazione familiare dell’elettore.

Per introdurre il meccanismo immaginato da Futuro Nazionale sarebbe quindi necessario intervenire sulla Costituzione e modificare l’articolo 48.

Il programma lo ammette esplicitamente, ipotizzando proprio una modifica costituzionale per consentire ai genitori di disporre di un numero superiore di schede elettorali.

L’idea, peraltro, non nasce con Vannacci. Nel documento vengono citati precedenti sostenitori della proposta, tra cui l’economista Luigi Campiglio e Maurizio Sacconi, ex ministro del governo Berlusconi, che nel 2016 aveva rilanciato il tema.

Futuro Nazionale precisa che, per il momento, si tratta di un’idea offerta al dibattito politico, ma la colloca perfettamente all’interno della propria visione della famiglia, indicata come nucleo fondamentale della società nazionale.

E il filo conduttore del programma è ormai evidente: famiglia tradizionale, natalità, aborto, gender, unioni civili, identità cristiana e ruolo dei genitori sono tutti tasselli di una stessa impostazione politica.

Dopo il capitolo sull’aborto e quello sulle politiche legate al gender, dunque, arriva quello sulle urne. E il generale che ha scelto Viareggio come luogo in cui vivere mette sul tavolo una proposta destinata inevitabilmente ad alimentare il confronto politico e costituzionale.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: si può modificare il principio “un cittadino, un voto” per dare rappresentanza politica anche ai figli minorenni attraverso i loro genitori?

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