Jan Vecoli lascia la presidenza provinciale dell’Arci: “Dimissioni per evitare ogni ombra”

VIAREGGIO – Jan Vecoli si è dimesso dalla carica di presidente provinciale di Arci Lucca Versilia e dalla presidenza dell’associazione. Una decisione arrivata dopo la contestazione di una possibile incompatibilità sollevata pubblicamente dai gruppi consiliari di maggioranza.

Vecoli, che ricopriva l’incarico dall’aprile 2018 ed era ormai vicino alla conclusione del secondo mandato, ha spiegato di aver scelto di fare un passo indietro per evitare che la vicenda potesse ripercuotersi sull’associazione e, in particolare, sulle attività svolte sul territorio.

“Prima di accettare la candidatura al consiglio comunale avevo chiesto un parere legale sulla possibile incompatibilità”, spiega Vecoli, ricordando come le prime valutazioni ricevute fossero state rassicuranti. In particolare, secondo gli orientamenti inizialmente considerati, gli enti del Terzo settore, come Arci, avrebbero potuto non rientrare nelle cause di incompatibilità previste dalla normativa.

Successivi approfondimenti avrebbero però portato a conclusioni differenti. “Altri orientamenti, invece, confermerebbero, ad oggi, l’incompatibilità”, racconta l’ex presidente.

La questione avrebbe potuto aprire un iter formale in consiglio comunale: prima la contestazione dell’incompatibilità, quindi un termine di dieci giorni per presentare le controdeduzioni e infine un nuovo passaggio in aula, con il rischio di una dichiarazione di decadenza. A quel punto sarebbe rimasta la possibilità di presentare ricorso.

Vecoli ha deciso di anticipare questo percorso con le dimissioni, anche considerando che il suo secondo mandato sarebbe comunque terminato naturalmente tra circa due mesi.

“Avrei esposto l’Arci alla gogna senza motivo”, sostiene, sottolineando inoltre il ruolo dell’associazione nella gestione dello sportello immigrazione attraverso un contributo del Comune di Viareggio.

Un servizio che, spiega Vecoli, non si limita alle pratiche amministrative ma rappresenta ormai un punto di riferimento per numerose persone e comunità, comprese quelle maggiormente in difficoltà. Le risorse comunali, precisa, vengono utilizzate per sostenere gli stipendi delle operatrici e per acquistare materiale e strumenti necessari all’attività, come cancelleria, computer e stampanti.

“È tutto rendicontato al centesimo”, afferma Vecoli, anche se l’affidamento avviene direttamente.

Alla base della decisione, dunque, ci sarebbe soprattutto la volontà di tutelare l’associazione e le persone che vi lavorano. “Ho ritenuto giusto rassegnare le dimissioni per salvaguardare in primis quei posti di lavoro e anche per sgombrare il campo da ogni dubbio e sospetto sul mio conto”, spiega.

Vecoli non rinuncia però al proprio impegno nell’Arci. Nei prossimi giorni il consiglio territoriale sarà chiamato a eleggere il nuovo presidente o la nuova presidente, che accompagnerà il comitato verso il congresso.

“Il mio impegno nell’Arci, anche ai livelli più alti, non terminerà oggi”, assicura Vecoli, che conclude con un ringraziamento alla presidenza e ai circoli per gli anni trascorsi alla guida dell’associazione: “È stato un onore”.

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