VIAREGGIO – “Quando un titolo cambia il senso di un atto amministrativo”. È da qui che parte la sindaca Sara Grilli per intervenire sulla discussione nata intorno all’operazione patrimoniale che riguarda la Fondazione Festival Pucciniano, dopo le ricostruzioni che hanno parlato di una “donazione” di proprietà da parte del Comune o di “terreni del Circolo Velico ceduti”.Secondo la sindaca, però, il contenuto dell’operazione è diverso.La proposta approvata dalla Giunta riguarda infatti il rafforzamento patrimoniale della Fondazione Festival Pucciniano, attraverso il conferimento in proprietà di beni che, sottolinea Grilli, sono già da circa vent’anni nella disponibilità della Fondazione attraverso un diritto di superficie gratuito.L’operazione consentirebbe quindi a quei beni di entrare nel patrimonio della Fondazione, contribuendo ad aumentare il suo fondo di dotazione e restando legati alle finalità istituzionali e culturali dell’ente. La sindaca ricorda inoltre che il Comune di Viareggio è socio fondatore della Fondazione Festival Pucciniano.Particolarmente delicato, secondo Grilli, è il riferimento al Circolo Velico. La sindaca distingue infatti tra la proprietà delle aree e il loro utilizzo da parte di chi vi svolge le proprie attività.”Una cosa è la titolarità e, quindi, la proprietà delle aree, altra cosa sono il loro utilizzo e i rapporti esistenti con chi vi svolge attività”, spiega Grilli, sottolineando che confondere i due piani rischierebbe di creare un allarme che l’atto amministrativo non contiene.A conferma di questo, la sindaca richiama il masterplan allegato alla delibera, nel quale sono previste anche attività sportive come la vela e la presenza della club house che attualmente ospita il Circolo Velico.Grilli richiama poi anche l’esperienza della Fondazione Carnevale, ricordando come il Comune abbia già seguito una linea di rafforzamento patrimoniale delle proprie fondazioni attraverso il trasferimento di patrimonio comunale, nell’ambito di una strategia di consolidamento e valorizzazione.La sindaca precisa di non voler mettere in discussione il diritto alla critica. L’operazione può essere discussa, contestata, approfondita e sottoposta a richieste di garanzie, così come è legittimo che la politica e la stampa pongano domande all’amministrazione.Il punto, per Grilli, è però un altro: gli atti devono essere raccontati per quello che effettivamente prevedono.”Una critica fondata sui fatti è informazione e confronto democratico”, sostiene la sindaca, mentre attribuire agli atti un significato diverso da quello che hanno, conclude, rischia di produrre disinformazione e allarme.