Pietrasanta celebra il 4 Novembre: il futuro della pace affidato ai bimbi

PIETRASANTA – La memoria dei caduti, il valore della libertà e l’impegno per costruire un futuro di pace. Sono stati questi i temi al centro delle celebrazioni del 4 Novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, che questa mattina hanno coinvolto istituzioni, associazioni, cittadini e soprattutto tanti bambini.

A lanciare un messaggio forte è stato il sindaco Alberto Stefano Giovannetti, che ha ricordato il sacrificio quotidiano di uomini e donne in divisa: “Ci sono uomini e donne in divisa che, ogni giorno, si sacrificano per la nostra libertà, serenità e sicurezza. Oggi siamo persone libere anche grazie a loro ed è nostro dovere non solo ricordarlo ma ricambiare il loro impegno difendendo quella stessa libertà con il rispetto, la responsabilità e la partecipazione civile”.

La commemorazione si è aperta con il corteo accompagnato dai tamburi della contrada La Cervia. Dietro il labaro comunale hanno sfilato gli amministratori e i vessilli delle associazioni combattentistiche e d’arma, insieme ai bambini che, con tante bandierine tricolore, hanno partecipato alla cerimonia. In piazza Statuto si è svolto l’alzabandiera, accompagnato dagli inni d’Europa, della Gran Bretagna e d’Italia. Proprio gli alunni hanno intonato l’inno nazionale, prima della deposizione della corona d’alloro in memoria di quanti hanno sacrificato la vita per il Paese.

Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato il significato storico del monumento che fa da sfondo alla commemorazione, realizzato oltre un secolo fa per celebrare la vittoria delle forze italiane, insieme agli alleati, sull’invasore austro-ungarico. «Ci ricorda una Guerra Mondiale che ha distrutto case, territori e famiglie, un capitolo tragico per la storia dell’umanità e che, purtroppo, altre popolazioni continuano a vivere». Giovannetti ha rivolto anche un pensiero ai quattro militari italiani recentemente scomparsi in Bosnia mentre erano impegnati nel servizio come forza di pace, al fianco di popolazioni che hanno conosciuto gli orrori della guerra.

Un messaggio rivolto soprattutto ai più piccoli è arrivato dal parroco del Duomo di San Martino, monsignor Roberto Canale. Prima della benedizione, ha scelto di spiegare il valore dell’unità nazionale attraverso una metafora sportiva, paragonando l’Italia a una squadra di calcio: «Oggi festeggiamo qualcosa di ancora più grande: l’unità della nostra Nazione». Le Forze armate, ha spiegato, sono come i difensori chiamati a proteggere il Paese, le forze dell’ordine come i terzini e il Presidente della Repubblica come il portiere, pronto a intervenire nei momenti più difficili. Ma i veri protagonisti della partita sono tutti i cittadini: «Da soli possiamo fare cose bellissime ma insieme, uniti, possiamo vincere la partita più importante: quella di un Paese sicuro, unito e costruttore di Pace».

Alla cerimonia sono intervenuti anche l’ex comandante degli Alpini Alessandro Simi e l’ex colonnello della Folgore Mariano Marchetti, che hanno ripercorso le vicende storiche dalla vittoria di Vittorio Veneto fino all’Unità nazionale. Spazio anche alle parole e alla creatività con l’autrice Rebecca Bessi, in arte Principessa Scriba, che ha coinvolto i bambini in una riflessione sul valore della parola.

Tra le testimonianze più significative quella di Francesca, 9 anni, che ha raccontato il suo desiderio di un mondo più pulito, migliore e soprattutto senza guerre. Un pensiero semplice, ma capace di dare voce al significato più profondo della ricorrenza.

In chiusura, il sindaco ha ringraziato tutti i partecipanti, riservando un saluto particolare agli alunni delle classi 4ª A, 5ª A e 5ª B della scuola Pascoli, delle classi 4ª A e 5ª A della Bibolotti e della 4ª A della Mancini, accompagnati dalle insegnanti.

A rendere ancora più speciale la giornata, una merenda per i bambini con meringhe tricolore preparate dalla pasticceria Yuri & Alice Bakery di Pietrasanta. Un finale all’insegna dei colori della bandiera italiana, dopo una mattinata dedicata alla memoria, alla libertà e alla speranza di un futuro senza guerre.

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