“Il Tirreno di Viareggio non può e non deve chiudere”

Cittadini, amministratori, giornalisti della carta stampata, delle tv, del web e delle agenzie stampa. Stamani tutti davanti la redazione de Il Tirreno di Viareggio a dire “Non si può chiudere una voce storica della Versilia”. Quella di stamani era l’assemblea convocata dai giornalisti del Tirreno, proprio per cercare di scongiurare la chiusura della storica redazione di via Coppino in Darsena e per chiedere alla proprietà di tornare indietro, di ripensare questa scelerata decisione.

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A rispondere presente all’appello tanti cittadini comuni, tanti colleghi giornalisti e diversi rappresentanti delle istituzioni, dal presidente della provincia di Lucca Marcello Pierucci agli assessori comunali di Pietrasanta e Camaiore, agli esponenti della Lega viareggina. Molti altri, come il Pd Versilia e Forza Italia con la parlamentare Deborah Bergamini, pur non essendo presenti di persona hanno manifestato la propria solidarietà.

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“Chiediamo all’azienda di ripensare alla decisione di chiudere la redazione di Viareggio de Il Tirreno, di tornare sui suoi passi, di aprire un confronto serio, costruttivo con le associazioni, con gli enti, con le amministrazioni per trovare una soluzione ed evitare una chiusura che è una perdita di legalità e di informazione per la gente”. Così Luca Tronchetti, Cdr Tirreno, a margine dell’assemblea pubblica dei redattori aperta alla cittadinanza. “Ieri pomeriggio – ha spiegato Tronchetti – c’è stata un’assemblea da remoto con una quarantina di redattori presenti, quindi con una buona parte del corpo redazionale e abbiamo deciso di effettuare un presidio con questa redazione che è una redazione storica che l’azienda vuole chiudere. A mio avviso – ha aggiunto Tronchetti – c’erano molte soluzioni da poter percorrere, anche perché questa è un’azienda storica, è un’azienda dove il Tirreno ha un grosso impatto, dove la gente è molto vicina al giornale”. Infine Tronchetti aggiunge: “Ci sta seguendo l’AST, l’associazione stampa toscana, sta seguendo tutti i nostri passi. Io, che sono una persona del dialogo, mi auguro che si possa arrivare a un confronto serio e costruttivo perché questo giornale altrimenti rischia di perdere la sua identità”.

“Senza il Tirreno di Viareggio non saremmo al punto in cui siamo e la nostra storia non sarebbe mai arrivata ad avere risonanza nazionale”. Lo ha detto Daniela Rombi dell’associazione dei famigliari delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno a Viareggio . “Sono qui – ha detto intervenendo all’assemblea dei redattori de Il Tirreno, convocata sotto la redazione di Viareggio, chiusa da oggi – per manifestare piena solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici del Tirreno. Un giornalista non può raccontare quello che succede se non vive pienamente il territorio. Per la nostra vicenda questo giornale è rimasto sempre accanto a noi. E noi non saremmo al punto in cui siamo senza il Tirreno perché a livello nazionale non è mai stata fornita una vera informazione, ma è grazie alle richieste di questo giornale che le storie hanno avuto risonanza prima regionale e poi nazionale. Chiudere questo giornale – ha concluso Rombi – è vergognoso per l’intera città”.

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