Una trappola costruita al telefono, la messa in scena di un’emergenza giudiziaria e il tentativo di portare via oro e oggetti preziosi a una donna del posto. È il meccanismo della truffa sventata nei giorni scorsi a Lucca, dove due uomini sono stati arrestati dai Carabinieri dopo un’operazione rapida che ha permesso anche di recuperare il bottino.
I fermati sono un giovane di 19 anni e un uomo di 55, entrambi residenti nella provincia di Napoli e già noti alle forze dell’ordine, accusati di truffa aggravata in concorso.
L’intervento è scattato nella tarda mattinata di sabato, quando una pattuglia in abiti civili ha notato nei pressi della stazione ferroviaria un’auto a noleggio con due occupanti, il cui comportamento ha insospettito i militari. Da quel momento è partita un’attività di osservazione discreta, culminata nel pedinamento del veicolo fino alla frazione di Nozzano.
Qui uno dei due uomini è sceso dall’auto e si è diretto verso alcune abitazioni, muovendosi con lo sguardo fisso sul telefono e raggiungendo infine una corte privata. Pochi minuti dopo è tornato verso il mezzo con uno zaino, ma a quel punto è scattato l’intervento dei Carabinieri, che hanno bloccato la vettura e cercato di fermare entrambi i sospetti.
Il più giovane ha tentato la fuga a piedi, liberandosi dello zaino durante la corsa e cercando riparo in una zona boschiva, ma è stato raggiunto e fermato poco dopo dai militari, con il supporto dei colleghi della stazione locale. All’interno del sacco, recuperato immediatamente, è stato trovato un consistente quantitativo di monili in oro, per un valore stimato di circa 15mila euro.
Le successive verifiche hanno permesso di ricostruire il raggiro ai danni di una donna di 58 anni. Tutto era iniziato con una telefonata: un interlocutore che si era presentato come appartenente all’Arma dei Carabinieri aveva raccontato alla vittima una presunta indagine in corso, legata a un uso illecito dell’identità del marito.
Con un’abile pressione psicologica, i truffatori avevano convinto la donna a collaborare, inducendola a elencare i gioielli presenti in casa e ad attendere l’arrivo di un presunto “perito del tribunale” incaricato di verificarne la provenienza. Proprio in quel momento si era presentato il giovane, che aveva ritirato i preziosi prima di allontanarsi e cadere nella rete dei veri Carabinieri appostati all’esterno.
Entrambi gli arrestati sono stati condotti in carcere a Lucca, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria.