Nuova escalation di violenza all’interno del carcere della Dogaia di Prato, dove in appena due giorni si sono verificate tre aggressioni ai danni del personale di polizia penitenziaria. Tra le vittime c’è anche un comandante di reparto, episodio che ha fatto scattare l’allarme tra gli operatori del settore.
A denunciare la situazione è il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), che attraverso il segretario regionale Francesco Oliviero parla di un clima sempre più difficile all’interno dell’istituto, aggravato dal sovraffollamento e dalla cronica carenza di personale.
L’ultimo episodio risale a ieri, quando un detenuto avrebbe aggredito il comandante di reparto. Secondo il Sappe, si tratterebbe di un soggetto già protagonista di comportamenti analoghi sia alla Dogaia che in altri istituti penitenziari. Due delle tre aggressioni avvenute nelle ultime 48 ore sarebbero infatti attribuite alla stessa persona.
“Quando viene colpita la figura apicale della sicurezza interna significa che il controllo dell’istituto è saltato”, denuncia Oliviero, che lancia un nuovo appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure urgenti per garantire condizioni di lavoro sicure agli agenti e una gestione più efficace dei detenuti ritenuti particolarmente problematici.
Il sindacato punta il dito contro una situazione che definisce ormai insostenibile, sostenendo che la casa circondariale pratese non possa trasformarsi nel punto di raccolta della criminalità più violenta proveniente da tutta la Toscana.
L’ennesima sequenza di aggressioni riporta così sotto i riflettori le criticità del sistema penitenziario, tra carenza di organici, sovraffollamento e crescenti difficoltà nella gestione della sicurezza quotidiana all’interno delle carceri.