Ci sono storie che sembrano scritte per diventare favole, e poi ci sono favole reali che scelgono il mare della Toscana come palcoscenico. Quella di Scarburato è una di queste: un’odissea romantica e disperata lunga trenta chilometri, percorsi in volo e a nuoto da Viareggio fino a Marina di Massa, spinto dall’istinto più umano di tutti, il rifiuto della solitudine.
Quando ieri mattina i bagnanti si sono visti recapitare sul bagnasciuga, proprio davanti all’ex Torre Fiat, questo splendido esemplare di cigno, la curiosità è stata immediata. L’animale cercava il contatto, quasi una carezza, muovendosi con incredibile fiducia a ridosso della riva. Dietro quella vicinanza insolita, però, non c’era un semplice capriccio, ma il capitolo finale di un lungo esilio ricostruito oggi grazie ai volontari del Wwf, del Noss Italia e ai custodi storici del laghetto della pineta di Ponente di Viareggio.
La storia di Scarburato comincia undici anni fa sotto il segno della memoria. L’associazione Tartarughe Lente lo donò al Comune di Viareggio insieme a una compagna, Pulce. Quei due nomi non erano casuali: erano i nomignoli di Andrea Falorni e Maria Luisa Carmazzi, la coppia di motociclisti rimasta vittima, insieme ad altre trenta persone, della strage ferroviaria di Viareggio. Per anni i due cigni hanno vissuto in armonia, fino a tre anni fa, quando la natura ha deciso di presentare il suo conto più inflessibile. Dalla coppia è nato un maschio. I cigni, si sa, sono rigorosamente monogami ma non riconoscono la parentela: la convivenza tra due maschi adulti nello stesso specchio d’acqua è un tabù biologico. Nello scontro che ne è seguito, l’anziano Scarburato ha avuto la peggio, spodestato dal figlio e condannato all’esilio.
Da quel giorno è iniziato un nomadismo protattosi per tre anni. Scarburato ha cercato casa ovunque: prima al Brentino, poi al lago di Massaciuccoli, da cui è fuggito nuovamente quando è stata introdotta un’altra coppia. Nell’ultima settimana il suo è stato un vero e proprio pellegrinaggio sul litorale, avvistato alla Lecciona, in Darsena a Viareggio, e poi più a nord, lambendo il Principe di Piemonte e Lido di Camaiore.
Fino all’approdo a Marina di Massa. Una meta tutt’altro che casuale, spiegano gli esperti del Wwf. Proprio lì, nei pressi del fosso di Brugiano, si è radunata nel tempo una folta e accogliente comunità di cigni. Scarburato è volato fin lì per questo: per bussare alle porte di una nuova famiglia e mettere finalmente fine a una solitudine durata fin troppo a lungo.
