Sono state rimosse e avviate a corretto smaltimento circa 30 tonnellate di rifiuti speciali, per la maggior parte di natura plastica, che erano stati interrati in un terreno agricolo di 2.800 metri quadrati nella zona di Tavola, a sud-ovest della città, non lontano dal fiume Ombrone. Le spese per la bonifica sono state poste a carico degli imputati.
A renderlo noto è il procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, che ha ricostruito un’indagine nata dall’esposto di un cittadino, rivelatosi determinante per portare alla luce lo smaltimento illecito.
Le investigazioni, avviate nel 2024, hanno preso il via dopo la segnalazione di una persona che aveva assistito all’interramento di rifiuti nei terreni di un’azienda vivaistica. I successivi controlli, effettuati anche con strumenti elettronici di sorveglianza da remoto, hanno consentito di sorprendere in flagranza un uomo mentre stava seppellendo rifiuti plastici.
I militari hanno così sequestrato due appezzamenti, rispettivamente di 2.000 e 800 metri quadrati, oltre a una ruspa utilizzata per scavare e coprire i rifiuti.
Le successive verifiche, eseguite attraverso tredici saggi nel terreno, hanno permesso di individuare altri cinque punti di interramento, oltre a quello già scoperto. Gli accertamenti hanno portato a ipotizzare il coinvolgimento del proprietario dei terreni, di nazionalità indiana, e di un dipendente italiano, entrambi chiamati a rispondere, a vario titolo, della gestione illecita di rifiuti speciali.
Nel corso della bonifica sono stati dissotterrati e smaltiti 30mila chilogrammi di materiali, costituiti soprattutto da tubi, teli, reti, guaine, vasi in plastica e pali di legno provenienti da attività vivaistiche. Per trasferire tutto il materiale nei centri autorizzati di Pistoia e Carmignano sono stati necessari dodici viaggi di autocarri.
Con il completamento delle operazioni di ripristino ambientale, l’area è stata dissequestrata ed è tornata nella disponibilità dei legittimi aventi diritto.
La Procura di Prato ha esercitato l’azione penale per il reato di gestione non autorizzata di rifiuti speciali mediante interramento, contestato in concorso. La prima udienza è fissata per il 2 novembre 2028.
Nel commentare l’esito dell’indagine, il procuratore Luca Tescaroli ha sottolineato il valore della collaborazione dei cittadini: la denuncia presentata da un privato è stata infatti decisiva per l’avvio delle investigazioni e per il successivo recupero dell’area. Per questo motivo ha rivolto un invito alla popolazione a continuare a segnalare situazioni sospette, così da contribuire alla tutela del territorio e al contrasto dei reati ambientali.
Alle indagini hanno collaborato i Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (Nipaf) di Prato e l’Unità Operativa Ambiente della Polizia Locale di Prato.