Violenza sessuale e rapina a Massarosa, condannato a 7 anni fugge a Bali: arrestato. Il plauso della Procura all’Arma

Era ricercato dal luglio 2023, quando nei suoi confronti era stato emesso un ordine di carcerazione per una condanna definitiva a sette anni di reclusione per violenza sessuale e rapina, commesse a Massarosa nel gennaio 2021. Dopo mesi di indagini, anche sul piano internazionale, è stato individuato in Indonesia e riportato in Italia. Al suo arrivo all’aeroporto di Fiumicino è stato arrestato e trasferito nella Casa circondariale di Civitavecchia.

A ricostruire l’operazione è la Procuratrice facente funzioni di Lucca, dottoressa Lucia Rugani, che ha sottolineato il lavoro svolto dai Carabinieri della Stazione di Massarosa nella ricerca del latitante, un cittadino italiano nato a Firenze nel 1984 e residente a Massarosa.

La condanna era diventata definitiva il 6 giugno 2023, dopo la sentenza del Tribunale di Lucca del 22 settembre 2021, confermata dalla Corte d’Appello di Firenze nel 2022 e con il ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile nel 2023.

Per i fatti contestati, l’uomo era stato inizialmente arrestato e aveva trascorso circa cinque mesi in carcere, per poi essere sottoposto agli arresti domiciliari per oltre un anno. Una volta divenuta definitiva la condanna, nel luglio 2023 la Procura della Repubblica di Lucca aveva emesso l’ordine di carcerazione, trasmettendolo ai Carabinieri di Massarosa per l’esecuzione.

Ma quando i militari si erano presentati per rintracciarlo, il condannato era sparito. Non risultava più presso la propria abitazione né era reperibile altrove.

I reati per i quali era stato condannato erano particolarmente gravi. Secondo quanto accertato nel processo, l’uomo aveva aggredito una prostituta con schiaffi e pugni e minacciandola con un coltello a serramanico, costringendola a subire un rapporto sessuale non protetto. Successivamente, sempre sotto minaccia dell’arma, l’aveva costretta a rivestirsi.

L’uomo era stato inoltre condannato per la rapina di 500 euro, denaro che aveva sottratto alla vittima da un cassetto della camera da letto. Le violenze fisiche le avevano provocato lesioni giudicate guaribili in 21 giorni. A carico dell’imputato era stata contestata anche l’aggravante dell’utilizzo di un’arma.

La svolta nelle indagini sulla latitanza è arrivata grazie agli accertamenti dei Carabinieri di Massarosa. I militari conoscevano il contesto familiare dell’uomo e, proprio partendo dalle sue condizioni economiche, hanno ipotizzato che difficilmente avrebbe potuto sostenere autonomamente una lunga fuga all’estero.

Gli investigatori hanno quindi approfondito i movimenti finanziari della famiglia, concentrandosi su una carta Postepay intestata al padre del ricercato. È emerso un elemento decisivo: sulla carta veniva effettuata ogni mese una ricarica di circa 1.500 euro, seguita da numerosi prelievi di contante effettuati a Denpasar, nella provincia indonesiana di Bali.

Un’anomalia che ha permesso agli investigatori di ricostruire progressivamente la presenza del latitante in Indonesia.

Gli ulteriori accertamenti, anche attraverso la documentazione acquisita presso Western Union, hanno consentito di collegare l’utilizzo della carta proprio al ricercato e di individuare il numero di telefono locale utilizzato dall’uomo e la struttura alberghiera nella quale soggiornava.

A quel punto la Procura della Repubblica di Lucca ha attivato, nell’ottobre 2024, la procedura di ricerca in ambito internazionale.

Una vicenda resa più complessa dal fatto che tra Italia e Indonesia non esiste uno specifico trattato di estradizione. Attraverso le richieste avanzate dal Ministero italiano, tuttavia, le autorità indonesiane hanno adottato un decreto di espulsione nei confronti del latitante, accompagnandolo fino alla frontiera aerea.

Il 24 luglio scorso la Direzione centrale della Polizia criminale di Roma ha comunicato alla Procura che il giorno successivo l’uomo sarebbe arrivato all’aeroporto di Fiumicino.

Il 25 luglio, al suo arrivo in Italia, sono scattate le manette. Il condannato è stato arrestato e successivamente trasferito nella Casa circondariale di Civitavecchia, dove dovrà scontare la pena definitiva.

La Procuratrice facente funzioni Lucia Rugani ha voluto evidenziare l’impegno e il successo ottenuto nella ricerca del latitante, rivolgendo in particolare un riconoscimento ai militari della Stazione dei Carabinieri di Massarosa, che attraverso un’attività investigativa paziente e articolata sono riusciti a ricostruire gli spostamenti dell’uomo fino a individuarne il rifugio a migliaia di chilometri dall’Italia.

Un’indagine partita da una carta utilizzata per i prelievi di contante e arrivata fino a Bali, consentendo infine di riportare il condannato davanti alla giustizia italiana.

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