A Viareggio c’è un’Arca di Noè: 350 animali salvati e una fattoria diventata un fenomeno social

VIAREGGIO – Un toro bianco di quasi 800 chili, cavalli, pecore, capre, maiali, oche, galline, pony, emù e una vera e propria pattuglia di cani. Sono circa 350 gli animali che oggi vivono alla Fattoria Fantoni, il santuario nato in via dei Pioppi, alla periferia di Viareggio, in uno spazio di circa 10mila metri quadrati.

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A Viareggio c’è un’Arca di Noè: 350 animali salvati e una fattoria diventata un fenomeno social 2

Un luogo nato quasi per caso e diventato, nel giro di pochi anni, una realtà capace di attirare l’attenzione anche ben oltre la Versilia. E soprattutto una grande famiglia dove animali con storie spesso difficili hanno trovato un posto dove vivere.

Dietro il progetto c’è Marco Fantoni, viareggino conosciuto anche per la sua attività nel ristorante Sa Playa e da sempre appassionato di animali. La storia della fattoria comincia nel 2020, dopo un episodio che avrebbe potuto lasciare soltanto ferite e paura.

Durante una passeggiata con i suoi cani, un animale lasciato libero li aggredì. Fantoni intervenne per difenderli e riportò una grave ferita alla mano. Da quel momento uscire con i suoi animali era diventato fonte di stress. La ricerca di un terreno dove poterli lasciare correre senza pericoli fu così il primo passo di qualcosa che sarebbe cresciuto molto più del previsto.

All’inizio doveva essere semplicemente uno spazio per i suoi cani. Poi cominciarono ad arrivare le prime richieste di aiuto. Una gallina, un’oca, altri animali bisognosi di essere accolti. E quello che doveva essere un terreno privato si trasformò progressivamente in un rifugio.

La necessità di avere più spazio portò infine alla scelta dell’area di via dei Pioppi. Qui Fantoni, insieme alla proprietaria del terreno, Tiziana, ha costruito nel tempo una realtà dove convivono specie molto diverse.

E alcune di loro sono diventate vere e proprie mascotte.

C’è Chantilly, la cavalla ormai anziana. C’è Quasimodo, il gallo che convive con una disabilità alla zampa sinistra. Ci sono i tre emù, impossibili da confondere con gli altri abitanti della fattoria. E poi Lucky, il cane sopravvissuto a un incendio, il pony Golia e soprattutto Baba, il gigantesco toro bianco da 800 chili che, nonostante la mole, viene descritto come un animale estremamente docile.

La scommessa più importante della Fattoria Fantoni è proprio quella della convivenza.

Animali diversi, spesso arrivati dopo vicende complicate, vengono inseriti gradualmente nel gruppo. Quando arriva una segnalazione, Fantoni valuta innanzitutto la situazione e la possibilità di accoglienza. Successivamente entrano in campo veterinari e Asl, quindi arriva il momento dell’inserimento nella comunità della fattoria.

Un incontro che avviene con gradualità, perché la parola d’ordine resta una sola: stare insieme senza conflitti.

E, a quanto pare, funziona.

Ma negli ultimi mesi la Fattoria ha conquistato anche un’altra platea: quella dei social. La collaborazione con un social media manager, iniziata nell’estate del 2026, ha fatto esplodere l’interesse attorno alla struttura. TikTok, Instagram e Facebook hanno portato la pagina a sfiorare i 50mila follower, trasformando le storie degli animali in contenuti seguitissimi.

Video, fotografie e racconti hanno fatto conoscere Baba, Quasimodo, Lucky e gli altri ospiti anche a un pubblico lontano dalla Versilia. Una crescita che Fantoni non sembra però voler trasformare in un semplice fenomeno mediatico.

Sono infatti in corso le pratiche per trasformare la fattoria in una Odv, così da poter raccogliere donazioni da destinare agli animali.

E il futuro potrebbe riservare un progetto ancora più ambizioso. La Fattoria si trova infatti vicino al canile comunale e Fantoni immagina una possibile collaborazione con il Comune di Viareggio per ragionare su un nuovo modello di gestione e, più in generale, sul futuro della struttura.

Da quel terreno cercato per far correre liberamente alcuni cani è nata dunque una piccola Arca di Noè nel cuore della periferia viareggina. Trecentocinquanta animali, ognuno con la propria storia, che hanno trovato un luogo dove ricominciare.

E adesso quella storia la stanno raccontando anche i social, a quasi 50mila voci alla volta.

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