LIVORNO – Un carico di circa 500 tonnellate di rifiuti tessili, suddiviso in 20 container e destinato alla Malesia, è stato sequestrato al porto di Livorno dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La spedizione era stata dichiarata come cascami di cotone e filati, ma alcuni elementi della documentazione commerciale avevano insospettito i funzionari doganali. In particolare, il valore indicato per la merce risultava estremamente basso e non appariva coerente con i costi delle pratiche doganali e del trasporto fino alla destinazione finale.Gli accertamenti sono partiti con un controllo ai raggi X dei container. Le immagini hanno mostrato che tutti e 20 i contenitori presentavano caratteristiche di stivaggio analoghe, con il materiale raccolto in balle omogenee. A quel punto sono stati aperti alcuni container per una verifica diretta del contenuto. L’ispezione, effettuata insieme agli ispettori Arpat di Prato specializzati nel settore tessile, ha permesso di scoprire all’interno delle balle residui di diversa natura: plastica, materiale organico, carta e altri scarti. Secondo quanto accertato, il materiale era stato acquisito dall’esportatore come rifiuto proveniente da diversi pronto moda del territorio pratese, ma non sarebbe stato sottoposto alle necessarie operazioni di selezione e sanificazione.Si tratta di un passaggio fondamentale: soltanto dopo le procedure previste una piattaforma ambientale può attestare la perdita della qualifica di rifiuto e consentire la commercializzazione degli scarti come materia prima seconda, anche attraverso l’esportazione.Al termine degli accertamenti, anche sulla base della relazione tecnica di ARPAT che ha qualificato l’intero carico come “rifiuto tessile”, Adm ha quindi sequestrato i 20 container. È stata inoltre trasmessa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno una comunicazione di notizia di reato nei confronti della legale rappresentante della società esportatrice, una cittadina cinese. A suo carico vengono ipotizzati i reati di detenzione e traffico transfrontaliero di rifiuti e falsità ideologica in atto pubblico. Il sequestro è stato successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria. L’operazione è durata circa un mese e si inserisce nell’attività di controllo del porto di Livorno, particolarmente esposto a questo tipo di traffici anche per la vicinanza con il distretto tessile delle province di Firenze, Prato e Pistoia.I numeri restituiscono la dimensione dell’attività di contrasto: dall’inizio del 2025 a oggi l’Ufficio Adm di Livorno ha sequestrato complessivamente 1.450 tonnellate di rifiuti tessili.