VIAREGGIO – La maggioranza interviene sulla polemica relativa alla seduta segreta del Consiglio comunale dedicata alla mozione sull’assessore Rodolfo Salemi, respingendo le accuse di scarsa trasparenza e difendendo la scelta compiuta dall’aula.
“Le regole si rispettano anche quando non fanno comodo”, affermano i gruppi di maggioranza, secondo i quali non ci sarebbe stata alcuna volontà di sottrarre qualcosa alla città né di impedire il confronto politico, ma esclusivamente l’applicazione delle norme previste.
Al centro della posizione della maggioranza c’è il parere espresso dal Segretario generale del Comune. Secondo quanto riferito dai gruppi consiliari, lo Statuto stabilisce come principio generale la pubblicità delle sedute, mentre il Regolamento del Consiglio comunale prevede espressamente la possibilità di procedere in forma segreta in situazioni particolari.
Nel caso della mozione su Salemi, la maggioranza sottolinea che il documento chiedeva ai consiglieri di esprimere valutazioni sulle qualità, sui comportamenti e sull’adeguatezza personale e istituzionale di una singola persona.
Il Segretario generale avrebbe inoltre richiamato due pareri del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno, secondo i quali la pubblicità della seduta può essere derogata quando vengono affrontate questioni riguardanti singole persone e sussiste un’effettiva esigenza di riservatezza, così come nei casi in cui il Consiglio sia chiamato a formulare apprezzamenti o giudizi discrezionali sulle qualità o sugli atti di una persona.
Per la maggioranza, quindi, rappresentare la seduta segreta come un espediente per nascondere qualcosa sarebbe “del tutto strumentale”.
I gruppi consiliari contestano anche i toni assunti durante il dibattito. “Consideriamo ancora più grave che il confronto politico possa degenerare fino ad arrivare ad accuse e parole come “delinquenti”, come si è sentito urlare in aula. Il dissenso, anche durissimo, è legittimo. La delegittimazione personale e l’insulto non possono invece sostituire il confronto sui fatti e sulle regole“.
Un passaggio particolarmente delicato riguarda poi il riferimento al dolore delle famiglie e alla morte di giovani vite, che la maggioranza ritiene debbano rimanere estranei alla contrapposizione politica.
“C’è un limite che, per noi, dovrebbe essere condiviso da tutti: il dolore delle famiglie e la scomparsa di giovani vite non possono diventare strumenti della contrapposizione politica“.
“Vicende umane così dolorose meritano rispetto, misura e responsabilità. Utilizzarle per alimentare uno scontro che riguarda altri fatti, altre responsabilità e altre valutazioni significa sovrapporre piani che devono restare distinti. Quei ragazzi e il dolore delle loro famiglie non hanno nulla a che vedere con una battaglia politica sulla permanenza o meno di un assessore in Giunta”.
La maggioranza ribadisce quindi di non voler sottrarsi al confronto, ma di volerlo affrontare nelle sedi istituzionali previste.
“Lo faremo nelle sedi previste, assumendoci pienamente la responsabilità delle nostre posizioni, ma senza accettare che il rispetto di una disposizione regolamentare venga trasformato nell’accusa di voler mettere il silenziatore al Consiglio comunale”.
Nel comunicato viene inoltre richiamato un altro elemento istituzionale: il rapporto fiduciario dell’assessore è con il sindaco, che lo nomina e al quale la legge attribuisce il potere di revoca.
“La mozione può legittimamente esprimere una valutazione politica del Consiglio, ma il rapporto fiduciario dell’assessore è con il sindaco, che lo nomina e al quale l’ordinamento attribuisce il potere di revoca. Il Consiglio può dunque esprimere la propria posizione politica, ma il voto su una mozione non si sostituisce alle prerogative che la legge attribuisce al sindaco“.
La maggioranza ricorda infine che la scelta della seduta segreta non sarebbe stata assunta per convenienza politica, ma sulla base delle indicazioni contenute nel Regolamento comunale, dei richiami del Segretario generale ai pareri del Ministero dell’Interno e alla giurisprudenza. Anche la Commissione Capigruppo, viene sottolineato, si sarebbe espressa per lo svolgimento in forma segreta della parte della seduta dedicata alla mozione.
“La trasparenza non significa ignorare le regole. Significa rispettarle, spiegare le proprie decisioni e assumersene pubblicamente la responsabilità. È esattamente ciò che questa maggioranza sta facendo”.