PARCO DELLA MAREMMA – Sono tornate, dopo il lungo viaggio dalle terre del Nord e dell’Est Europa, e con loro arriva uno degli spettacoli più suggestivi della stagione: il passaggio delle gru. Nei giorni scorsi questi eleganti uccelli migratori hanno raggiunto la palude della Trappola, nel Parco della Maremma, scegliendola ancora una volta come rifugio per trascorrere i mesi più freddi.
Il loro arrivo è un appuntamento atteso, capace di regalare emozioni a chi ama la natura. Basta alzare lo sguardo per ammirare i grandi stormi che solcano il cielo, spesso disposti nella caratteristica formazione a V. E non è soltanto la vista a renderli inconfondibili: i loro richiami, udibili anche a distanza, annunciano la presenza di questi straordinari viaggiatori.
Le gru nidificano in diversi Paesi europei, dalla Scandinavia alla Germania, passando per le Repubbliche baltiche, la Polonia e la Russia. Terminata la stagione riproduttiva, si dirigono verso le aree più miti del Mediterraneo e del Nord Africa, con Spagna e Italia tra le principali destinazioni per lo svernamento.
Non tutte, però, si fermano nello stesso luogo. Alcune proseguono il viaggio verso altre mete, mentre altre scelgono di restare in Maremma fino a febbraio, quando riprenderanno la rotta verso le regioni settentrionali e orientali del continente.
La palude della Trappola, un rifugio prezioso
Durante il giorno le gru si spostano anche in vaste aree agricole, dove trovano le condizioni adatte per alimentarsi. Al calare della sera, invece, scelgono la palude della Trappola come dormitorio notturno, trasformando questo ambiente naturale in un punto di riferimento fondamentale lungo il loro percorso migratorio.
Il Parco della Maremma non è l’unica tappa di questi uccelli nel territorio grossetano. Le gru frequentano anche la riserva naturale della Diaccia Botrona, le aree attorno alla laguna di Orbetello e la zona meridionale del lago di Burano.
Una presenza che racconta il valore di un sistema di ambienti protetti tra loro complementari. Le diverse zone umide della Maremma rappresentano infatti un patrimonio prezioso per la conservazione dell’avifauna e offrono rifugio a numerose specie, soprattutto durante le delicate fasi della migrazione e dello svernamento.
Dalle prime decine a circa 700 esemplari
La presenza delle gru nel Parco è tornata a essere osservata, monitorata e censita con regolarità dai primi anni Duemila. All’inizio si trattava di poche decine di individui; negli ultimi anni, invece, il numero è arrivato a circa 700 esemplari.
Una crescita che rende ancora più significativo questo appuntamento stagionale e richiama l’attenzione sull’importanza di proteggere gli habitat che consentono agli uccelli migratori di trovare riparo e tranquillità.
Perché lo spettacolo possa continuare a ripetersi, anche il comportamento dei visitatori fa la differenza. È importante osservare gli animali senza disturbarli, evitando rumori eccessivi e atteggiamenti che possano spaventarli o compromettere il loro riposo.
Le gru sono tornate e la Maremma si prepara ad accompagnarle per tutto l’inverno. Un dono della natura da ammirare con meraviglia, ma soprattutto con rispetto.
Foto: Edoardo Ciavattini
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