Foto Simone Pierotti

VIAREGGIO. Il 30 settembre era la data entro cui la Fondazione Carnevale aspettava il contributo economico del Comune di Viareggio relativo alla passata edizione (un milione e 916mila euro, ndr). Ma il 30 settembre è anche un’altra data chiave di un’altra questione interna al Carnevale. Probabilmente secondaria, rispetto al futuro, ancora incerto, della manifestazione, eppure rilevante, non fosse altro che si sta procrastinando da quattro mesi: la vicenda degli spostamenti tra i vari hangar della Cittadella.

La storia ha per protagonisti i carristi Stefano e Umberto Cinquini, promossi in prima categoria, che dovrebbero andare nell’hangar fino ad ora occupato dal collega Gionata Francesconi, retrocesso invece in seconda categoria. Una lettera inviata lo scorso marzo dalla Fondazione Carnevale invitava i costruttori coinvolti nel meccanismo di avanzamenti e retrocessioni a lasciar libero il proprio hangar entro il 30 maggio.

Nel caso dei Cinquini e di Francesconi, però, nessuno si è spostato di un solo centimetro. Perché, nel frattempo, la Fondazione Carnevale ha prorogato più volte il termine entro cui completare il trasloco. E, soprattutto, Francesconi ha lasciato intendere che fino al 30 settembre quell’hangar gli spettava, perché così diceva il contratto d’affitto con cui un hangar della Cittadella viene concesso ad un costruttore.

Adesso, però, siamo già a ottobre. E la Fondazione, circa un mese fa, ha intrapreso un’azione legale, arrivando a chiedere un decreto d’urgenza. La speranza, anche alla luce del misterioso sit-in di qualche carnevalaro, era che la vicenda si risolvesse in modo civile e amichevole. Non sarà così. Purtroppo. Perché, per un Carnevale già alle prese con le incertezze economiche, quanto accaduto in questi mesi tutto è fuorché un positivo ritorno d’immagine.

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