(foto Andrea Zani)

VIAREGGIO. Ora serve il colpo in trasferta. Perché a forza di tornare a casa con enormi carichi di rammarico, ma costantemente senza punti, il margine dalla zona rossa (quella dei play-out) si è ridotto fin quasi a dissolversi.

Dal pari di domenica (17 marzo) contro il Gubbio si notano i soliti pregi e difetti del Viareggio: non molla mai, recupera anche stavolta una partita che per molti sembrava ormai persa, ma allo stesso tempo mostra una vena autolesionistica, con una scarsa propensione a chiudere i giochi in largo anticipo, scansando così ogni genere di complicazione.

Il ruolino lontano dai “Pini” è eloquente: 6 punti conquistati, una sola vittoria (nel derby contro la Carrarese), tre pareggi (due dei quali acciuffati in extremis, a Frosinone e Pagani), poi tutte sconfitte. In casa, invece, il discorso è ben diverso: 24 punti (6 successi e 6 pareggi) senza alcun passo falso.

Un rendimento negativo, quello in trasferta, che ha fatto scivolare in classifica le zebre col passare delle domeniche. Ma il calendario adesso offre scenari diametralmente opposti. Il Viareggio farà visita, nell’ordine, ad Andria, Pisa e Barletta: due di queste sono invischiate nella lotta per non retrocedere, l’altra (i nerazzurri) sta vivendo un momento disastroso e si trova in un vero e proprio limbo.

Trasferte non impossibili e sicuramente più abbordabili delle precedenti (i bianconeri hanno affrontato di recente Avellino e Latina, le prime due della classe). E proprio la sfida di Andria potrebbe essere il crocevia della stagione: una sconfitta sarebbe deleteria e spalancherebbe inesorabilmente le porte dei play-out, un pareggio rimanderebbe ogni verdetto ad aprile (bisogna però tener conto di quanto succederà sugli altri campi), mentre un successo consentirebbe al Viareggio di respirare a pieni polmoni aria purissima, arrivando al doppio impegno casalingo (andata della finale di Coppa Italia col Latina il 3 aprile e sfida con la Nocerina il 7) con un entusiasmo sicuramente contagioso.

Ad Andria mancheranno Fiale (squalificato) e Carnesalini (infortunato). Senza i due pilastri della difesa, Cuoghi potrebbe ridisegnare per l’ennesima volta il reparto arretrato, che col Gubbio in più di un’occasione non ha convinto.

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ultimo aggiornamento: 19-03-2013


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