Carnevale di Viareggio, il primo corso mascherato frutta 175mila euro di incasso - Carnevale di Viareggio, Top news Versiliatoday.it

Carnevale di Viareggio, il primo corso mascherato frutta 175mila euro di incasso

VIAREGGIO. 175mila euro: è questo l’incasso fatto registrare dal Carnevale di Viareggio in occasione del primo corso mascherato. Un numero sbalorditivo, perché negli ultimi sette anni le casse di Burlamacco non avevano mai raggiunto simili vette.

Che partenza! Il Carnevale, dunque, inizia con il piede giusto: la soglia del milione e 700mila euro fissata dalla Fondazione Carnevale come previsione d’incasso – e tra pochi giorni sapremo anche il dato relativo alla quantità di biglietti cumulativi staccati – si fa già meno proibitiva. E, ancora una volta, il meteo premia Viareggio: niente pioggia soffice come era nelle previsioni, ma un bel sole. Della serie: le note di “Here comes the sun” diffuse dalle casse del carro dei fratelli Cinquini sapevano tanto di profezia.

Tra vento e guasti. Se Giove Pluvio è stato molto clemente con Burlamacco, lo stesso non si può dire di Eolo: il vento forte ha creato i grattacapi maggiori a Roberto Vannucci, fermo per un quarto d’ora a causa di un’ala uscita dal perno che la reggeva. E anche il carro di Carlo Lombardi, così come quelli di altri suoi colleghi, non hanno potuto esprimersi al meglio per lo stesso motivo. Qualche piccolo problema anche per Gilbert Lebigre: si sono spezzate alcune dita della mano destra della donna isterica che rappresenta l’Italia.

Corso lento. A dirla così, sembra di voler recitare a tutti i costi il ruolo dei viareggesi, cioè di quei viareggini tipicamente bastiancontrari. Eppure la prima sfilata, al di là dell’altissimo incasso, è stato tutt’altro che dinamica: il carro di Massimo Breschi, ad esempio, ha impiegato più di un’ora per arrivare da Piazza Mazzini all’hotel Royal – la distanza è di circa 700 metri. E Alessandro Avanzini è riuscito a sfilare davanti alle tribune – a proposito: buona l’idea di retrocederle di qualche metro, evita di “trafficare” il passaggio a piedi sotto i carri – solamente poco prima della chiusura. Da migliorare, poi, il lungo vuoto tra un carro e un altro venutosi a creare quando le bande musicali hanno lasciato i viali a mare.

Ad ogni modo, queste sono da leggersi solo come critiche costruttive e, in fin dei conti, buone solo per i viareggini. Perché se i turisti si sono goduti lo spettacolo, hanno apprezzato i carri e non si preoccupano di certe sottigliezze, Burlamacco ha raggiunto il suo obiettivo.

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Aggiornato il: 16-02-2014 18:42