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Prostata, una iniezione per guarire. Da uomo a uomo

VIAREGGIO. Puntata numero 45 per DA UOMO A UOMO, la rubrica di Versiliatoday dedicata alla sessuologia, all’andrologia e all’urologia, curata dal dottor Luca Lunardini.

 

PROSTATA, NOVITÀ IN VISTA: UNA INIEZIONE PER GUARIRE…

In precedenti puntate abbiamo spiegato cos’è la prostata, cosa accade quando s’ingrossa (ahinoi! Poveri maschietti!), cosa possiamo mangiare o fare per aiutare la “poverina”, quali medicine assumere soffermandoci molto sulla fitoterapia (benedette piantine!), solo accennando alle terapie più mediche (che in fondo sono più per gli addetti ai lavori). Tra queste ultime due sono le categorie fondamentali: gli ALFA-LITICI che allargano il canale dell’uretra compresso dall’aumento delle dimensioni prostatiche, migliorando così, e molto, il modo di urinare ma senza avere effetti sulle dimensioni della prostata stessa, e gli INIBITORI DELL’ENZIMA 5-ALFA-RIDUTTASI (FINASTERIDE E DUTASTERIDE) che rallentano la crescita della ghiandola e un pochino possono anche ridurla (dopo tanti mesi di cura). Non mancano i limiti e gli effetti collaterali di queste terapie (per esempio sul “miglior amico dell’uomo” e non mi riferisco a Fido…). E, allora, la Medicina si ingegna a trovar altre soluzioni.

In un passato, anche abbastanza recente, sono state sperimentati altre metodiche: dalle applicazioni di ghiaccio o di calore (crio- e termoterapia) a quella degli ultrasuoni. Ma dopo qualche entusiasmo iniziale sono state progressivamente abbandonate.

C’è poi la chirurgia che, ovviamente, può risolvere “alla radice” il problema (magari senza tagliarla troppo questa “radice” …) ma a cui, ovviamente, in genere si ricorre quando le altre metodiche non ottengono risultati adeguati.

Ecco perché la Ricerca insiste nello studiare nuove cure per questa poverella di una prostata.

E proprio in questa costante ricerca di nuove soluzioni potrebbe essere in procinto di scaturire una bella novità per tutti noi maschietti.

E’ in corso una sperimentazione di fase III sull’utilizzo di un nuovo farmaco per il trattamento dell’ipertrofia prostatica.

Per capirsi la fase III della sperimentazione di un farmaco è una fase già molto avanzata, quella immediatamente prima della sua entrata in commercio. Si utilizza il futuro farmaco in molti ospedali e cliniche, con l’obiettivo di confermare l’efficacia, affinare i dosaggi, valutare il valore terapeutico, meglio definire il rapporto sicurezza\efficacia. Terminata questa fase di sperimentazione si fa domanda di registrazione presso il Ministero della Sanità, per ottenere l’autorizzazione alla commercializzazione della nuova specialità farmaceutica (il medicinale vero e proprio).

Si tratta, in questo caso, dell’NX1207, una sigla fantascientifica che rappresenta, in pratica, una nuova proteina capace di indurre l’apoptosi (morte cellulare) delle cellule prostatiche. E se le cellule in eccesso della prostata, che erano la causa del suo aumento di volume, muoiono (solo loro!) è chiaro come anche il volume totale della ghiandola finisca per ridursi!

Diversamente da tutti gli altri farmaci comunemente utilizzati per il trattamento della ipertrofia prostatica l’NX1207 viene somministrato attraverso un’INIEZIONE nella parte ingrossata della ghiandola. Iniezione eseguita per via transrettale ecoguidata, che non richiede anestesia né cateterismo. Per quei maschietti che hanno dovuto “subirla” si tratterebbe di poco più di una routinaria ecografia prostatica transrettale. Questi Studi hanno dimostrato una significativa riduzione del volume prostatico e dei disturbi urinari ad esso correlati dopo 90 giorni dalla iniezione. Risultati interessanti, certo non inferiori a quelli registrati dopo un confronto con Finasteride e Dutasteride (vedi sopra).

La prospettiva è molto interessante. Ma, purtroppo, la prudenza al momento è d’obbligo. In effetti gli studi disponibili in Letteratura medica, per quanto evidenzino dei validi risultati, sono ancora un po’ pochi (solo due studi sono multicentrici e randomizzati, cioè molto ben controllati) e comunque eseguiti su un numero di pazienti non elevatissimo.

Pertanto, prima di raccomandare questo trattamento, che al momento rimane sperimentale, ulteriori studi risultano strettamente necessari. Tuttavia è incoraggiante sapere che “qualcosa si muove” là sotto… Nella Ricerca! Cosa avevate capito?

 

 

LA FRASE DEL GIORNO:

“NON E’ UNA INIEZIONE… E’ UNA ESECUZIONE!” Andrea Ceccon –Colorado Cafè

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Il DR. Luca Lunardini è Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, è dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia.

Membro della società italiana degli Urologi Ospedalieri e della Società Italana di Andrologia, ha fatto parte della Commissione Oncologica Nazionale del Ministero della Salute ed è stato Presidente della Sezione Provinciale di Lucca della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

Il Dr. Lunardini è contattabile per qualsivoglia approfondimento via email al seguente indirizzo: [email protected]

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Aggiornato il: 26-07-2014 10:00