Come una famiglia” (G.Simi, Sellerio, 2018)

Prima o poi ce ne dobbiamo andare tutti, c’è poco da fare. Le storie sono quello che rimane.

Giampaolo Simi è tornato in libreria con il noir “Come una famiglia”, realizzando così l’idea di diversi romanzi collegati tra loro in una sorta di arcipelago delle storie che ruota intorno a “La ragazza sbagliata” (Sellerio, 2017).

Nel nuovo romanzo ritroviamo il giornalista investigatore Dario Corbo che nel frattempo ha iniziato a lavorare per Nora Beckford, protagonista insieme a lui del precedente romanzo. Corbo cura l’ufficio stampa della fondazione legata all’attività artistica del padre di Nora la quale combatte ancora col pregiudizio legato al precedente caso de “La ragazza sbagliata”. Ritroviamo anche Lavini Barbieri, magistrato che compare in qualche rapido passaggio e lasciando intravedere future aperture su eventuali sviluppi.

Il romanzo è di fatto autonomo, anche se l’autore ha avuto il pregio di raccordare le vicende attuali con dei rapidi e efficaci flashback capaci di incuriosire il lettore senza svelare troppo.

Protagonista del romanzo è il grande palcoscenico del calcio giovanile dove il quasi diciottenne Luca, figlio di Dario, rappresenta una delle stelle più promettenti del panorama nazionale.

Ambientato durante la coppa carnevale di Viareggio, appuntamento di rilievo per il calcio giovanile, Luca si troverà al centro di un gravissimo episodio di violenza carnale nei confronti della giovane Sara. Da questa pesante accusa il calcio diviene occasione per affrontare temi cari all’autore quali l’efficacia e i limiti della comunicazione on line, il rapporto tra le giovani generazioni e il concetto di “celebrità” in rapporto ai mass media digitali, i legami parentali e relazionali e il limite dei loro confini che talvolta diviene strangolante.

Nel nucleo del romanzo risiede tuttavia il problema ancestrale di cosa sia una famiglia e le famiglie in rassegna nell’indagine di Dario sono tante. Ci sono le famiglie di sangue antagoniste di Luca e Sara che ricompattano dall’interno (almeno fino a un certo punto) di fronte allo tsunami dell’episodio violento, c’è la famiglia invisibile della squadra di calcio, dove i legami sono altrettanto forti e determinanti, la famiglia dei pari fatta di complicità e talvolta di omertà. In tutto ciò ruotano forza centrifughe a partire dalla sete di curiosità della stampa e dagli interessi economici intorno ai nuovi talenti del calcio.

In questa rassegna emerge negli individui protagonisti la necessità di appartenenza, riconoscimento e protezione di un gruppo strutturato, che diventa talvolta un meccanismo micidiale.

In particolare l’autore riesce a focalizzare l’attenzione sul rapporto padre figlio con quella acuta sensibilità e onestà intellettuale che lo caratterizza nel portare alla luce le contraddizioni familiari come già aveva dato altissima prova in “La notte alle mie spalle”.

Come sempre Simi ci sorprende per la maestria con cui intreccia storie e elementi nel gioco di intuizioni e depistaggi col lettore. Inoltre lo stile asciutto, efficace risulta ancora più magnetico perché integrato con l’introspezione e il romanticismo proprio di una narrazione svolta in prima persona singolare.

I personaggi già noti, come Nora, Dario e in parte Lavinia, vengono così arricchiti in tratti e aspetti che in questa storia emergono in modo notevole, fornendoci un bell’approfondimento psicologico, mentre i nuovi vengono “rivelati” pagina dopo pagina: in questo la scrittura procede come una telecamera capace di passare da una panoramica d’insieme a una soggettiva sempre più stretta sui singoli elementi.

Sorprendente è anche la resa del mondo giovanile che l’autore riesce a fare a tutto tondo: dai social network allo sport, dalle relazioni familiari a quelle amichevoli, Simi analizza e offre uno spaccato fedele dei nostri giorni con lo sguardo paterno dibattuto tra l’astensione del giudizio, lo stupore indignato, la ricerca della comprensione.

Difficile definire invece il ruolo della maternità in questo romanzo: se le madri che emergono sui fronti contrapposti risultano ambivalenti, in Nora emerge la maternità, e in più in generale la genitorialità, intesa come accudimento e protezione, capace di sovrastare gli stessi legami di sangue.

L’ambientazione versiliese e toscana riportano Simi in luoghi che ricorrono nella sua scrittura come paesaggi, suggestioni, ricordi.

Come una famiglia” è un romanzo estremamente moderno e multiforme, che conferma Giampaolo una grande autore capace di estrema sensibilità e capacità narrativa, condite da una nota di sadismo nel gioco col lettore per mettere in piedi una storia altamente credibile e avvincente capace di magnetizzare l’attenzione del lettore stimolando riflessioni su piani molteplici.

Vivo sulle colline della Versilia e nelle giornate di sole dalla mia vetrata vedo scintillare il Mar Tirreno, dall’Isola di Gorgona fino alle Cinque Terre. In quelle giornate ho la sensazione di vivere alla latitudine perfetta del mondo, mi pare che ogni possibile storia prima o poi navigherà su queste acque.

L’autore

Giampaolo Simi (Viareggio, 1965), autore di romanzi e sceneggiature, è stato finalista al premio “Scerbanenco” con “Direttissimi altrove” e “Tutto o nulla”. Collabora con “Il Tirreno” e “La Repubblica”. Nel 2015 ha vinto il premio “Scerbanenco-La Stampa” con “Cosa resta di noi” (Sellerio) e nel 2018 il “Premio Letterario Chianti” con “La ragazza sbagliata” (Sellerio). Gioca con la maglia numero 6 nell’Osvaldo Soriano Football Club, la Nazionale Italiana Scrittori e suona la chitarra nei Flying Circus, band di cover così chiamata in onore dei Monty Python e del suo reportorio assai eterogeneo di pop e rock.

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