Nube tossica dopo il rogo, Arpat setaccia il territorio

L’emergenza legata all’incendio dell’8 giugno non è ancora conclusa. Mentre sono in corso le fasi finali di spegnimento, bonifica e messa in sicurezza dell’area interessata dal rogo, prosegue l’attività di monitoraggio ambientale per verificare eventuali ricadute sul territorio.

Arpat ha avviato una serie di campionamenti sulla vegetazione nelle aree individuate dalle valutazioni sulla dispersione degli inquinanti prodotti dall’incendio. I tecnici hanno effettuato prelievi sia a ovest che a est del sito colpito dalle fiamme, oltre a raccogliere un campione di controllo nella zona di Cascine di Buti.

I campioni sono stati inviati ai laboratori specializzati dove saranno analizzati per individuare l’eventuale presenza di IPA, gli idrocarburi policiclici aromatici, PCB, diossine e furani, sostanze che possono svilupparsi durante incendi di particolare intensità e che richiedono verifiche approfondite per accertarne la diffusione nell’ambiente.

L’attività di controllo proseguirà anche nei prossimi giorni. Arpat ha infatti annunciato ulteriori campionamenti nei comuni limitrofi per definire con maggiore precisione il quadro ambientale nelle aree interessate dalla dispersione dei fumi.

Resta dunque alta l’attenzione delle istituzioni sul territorio, mentre si attendono gli esiti delle analisi che consentiranno di valutare l’eventuale impatto dell’incendio sulle zone circostanti e di adottare, se necessario, ulteriori misure di tutela.

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