La Filt Cgil delle tre province di Firenze, Prato e Pistoia torna a denunciare le condizioni di lavoro dei corrieri impegnati nelle consegne per conto delle aziende della filiera Amazon, alla luce dell’ordinanza regionale della Toscana n. 2 del 28 maggio 2026, adottata per ridurre i rischi legati all’esposizione al caldo.
Il provvedimento della Regione prevede, fino al 31 agosto, il divieto di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria tra le 12.30 e le 16 nei giorni classificati a rischio, con l’obiettivo di prevenire lo stress termico e tutelare la salute dei lavoratori.
Secondo il sindacato, tuttavia, le misure adottate dalle aziende non sarebbero sufficienti a garantire una reale riduzione dei carichi di lavoro per i corrieri impegnati nelle consegne a domicilio. Le riduzioni finora applicate vengono definite “limitate e inadeguate” rispetto alla gravità delle condizioni climatiche.
La Filt Cgil segnala inoltre come i lavoratori siano costantemente esposti a sbalzi termici tra l’interno dei mezzi e l’ambiente esterno, una situazione aggravata in queste settimane da picchi di domanda legati a campagne promozionali e offerte commerciali che determinano un aumento dei volumi di consegna.
Il sindacato richiama Assoespressi, l’associazione datoriale che rappresenta le imprese del settore dell’e-commerce e della logistica dell’ultimo miglio, al rispetto dell’articolo 20 dell’Accordo Nazionale. La norma prevede la riduzione dei carichi di lavoro, la diminuzione delle rotte e la sospensione delle consegne nelle aree interessate da condizioni climatiche avverse.
Lo stesso accordo stabilisce inoltre che, in caso di sospensione delle tratte, ai lavoratori debba essere garantito il mantenimento del trattamento economico.
“La tutela della salute e della sicurezza non può essere subordinata alle esigenze produttive o commerciali”, sottolinea la Filt Cgil, che avverte come, in assenza di interventi concreti e immediati, saranno valutate tutte le iniziative previste dalla legge e dalla contrattazione collettiva a tutela dei lavoratori coinvolti.