Uccise la psichiatra Barbara Capovani: la Cassazione conferma l’ergastolo per Gianluca Seung

La giustizia ha scritto l’ultimo capitolo del processo per l’omicidio della psichiatra pisana Barbara Capovani, residente a Viareggio. La Corte di Cassazione ha infatti respinto il ricorso della difesa di Gianluca Paul Seung, residente a Torre del Lago, rendendo definitiva la condanna all’ergastolo per il delitto avvenuto il 21 aprile 2023 davanti all’ospedale Ospedale Santa Chiara.

Con la decisione degli Ermellini viene confermato quanto stabilito nei precedenti gradi di giudizio: Seung è ritenuto pienamente responsabile dell’aggressione costata la vita alla dottoressa, uccisa per vendetta.

L’agguato avvenne all’esterno del reparto di Psichiatria dell’ospedale pisano. Barbara Capovani venne sorpresa alle spalle e colpita ripetutamente alla testa con estrema violenza. Ricoverata in condizioni disperate, morì due giorni dopo a causa delle gravissime lesioni riportate.

Subito dopo il delitto scattò una serrata caccia all’uomo. Seung venne arrestato all’alba dagli investigatori della Squadra Mobile di Pisa, allora diretta dal dottor Fabrizio Nocita. Gli agenti fecero irruzione nella sua abitazione di Torre del Lago, dove il ricercato venne bloccato e arrestato, ponendo fine alla fuga durata poche ore.

Nel corso del processo Seung ha ammesso di essere l’autore dell’aggressione, sostenendo di aver agito per un presunto risentimento maturato negli anni dopo un ricovero psichiatrico. Le sue dichiarazioni, insieme ai numerosi contenuti pubblicati sui social, hanno delineato un quadro caratterizzato da una crescente ossessione nei confronti della psichiatra.

Uno dei punti centrali del procedimento ha riguardato le condizioni psichiche dell’imputato. La difesa aveva chiesto una nuova perizia, richiamando altri procedimenti nei quali gli era stata riconosciuta una seminfermità mentale. Una richiesta respinta sia dalla Corte d’Appello sia dalla Cassazione, che hanno confermato la piena capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento dell’omicidio.

Con la pronuncia definitiva della Suprema Corte si chiude così la vicenda giudiziaria di uno dei delitti che più hanno scosso il mondo della sanità e l’intera comunità pisana. La condanna all’ergastolo è ora irrevocabile.

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