“Andiamo a scassare tutto”: il piano correva su WhatsApp, denunciati due minorenni

LA SPEZIA – LUNIGIANA – Una chat WhatsApp con circa 300 partecipanti, messaggi che incitavano a compiere furti e danneggiamenti e una data cerchiata sul calendario: sabato 24 ottobre. È la vicenda sulla quale sta indagando la Polizia di Stato, che ha identificato e denunciato due minorenni incensurati, uno residente alla Spezia e l’altro in Lunigiana.

Al centro dell’inchiesta c’è un gruppo WhatsApp chiamato “Protesta”, attraverso il quale sarebbe stata promossa un’iniziativa che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto trasformarsi in un assalto ad alcune attività commerciali. Tra i luoghi indicati nei messaggi figuravano un negozio Apple e il centro commerciale Le Terrazze, alla Spezia.

L’appuntamento fissato per sabato

La mobilitazione sarebbe stata programmata per il 24 ottobre, prendendo spunto dagli episodi di violenza e dai saccheggi verificatisi nei giorni precedenti a Milano e a Parigi.

Nella chat sarebbero circolati messaggi espliciti, tra cui la frase “andiamo a scassare tutto”. Il gruppo avrebbe raggiunto circa 300 partecipanti e il collegamento per accedervi sarebbe stato condiviso anche in altre conversazioni, allargando la diffusione dell’iniziativa.

Gli accertamenti sono stati avviati per ricostruire chi avesse promosso la mobilitazione e quale fosse il ruolo dei partecipanti, con particolare attenzione a chi avrebbe contribuito attivamente alla diffusione degli inviti.

La Digos individua due minorenni

L’indagine è partita il 19 ottobre ed è stata condotta dalla Digos della Questura della Spezia. Gli investigatori hanno analizzato le utenze telefoniche, i dati anagrafici e gli elementi disponibili online, riuscendo a identificare due ragazzi minorenni, entrambi incensurati.

I due, residenti rispettivamente alla Spezia e in Lunigiana, sono stati denunciati per istigazione a delinquere in concorso. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero avuto un ruolo attivo nella vicenda.

Perquisizioni e accertamenti informatici

Nei confronti dei giovani sono state eseguite perquisizioni personali, locali e informatiche. L’analisi dei dispositivi elettronici avrebbe fornito ulteriori elementi utili a ricostruire il loro presunto coinvolgimento.

L’attività si è svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Genova, con la collaborazione della Digos della Spezia, di personale specializzato della Questura di Genova e di un equipaggio della Questura di Massa.

Le indagini non sono concluse

Gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per identificare gli altri utenti della chat e chiarire ogni aspetto della vicenda. L’attenzione è rivolta anche alla diffusione dei messaggi e alle modalità con cui sarebbe stato organizzato il possibile attacco alle attività commerciali.

La denuncia dei due minorenni rappresenta un primo sviluppo dell’inchiesta, mentre proseguono le verifiche sugli altri partecipanti al gruppo.

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