La “bianca” in cambio di drink, smantellato il giro di spaccio


BIBBIENA – Non soltanto denaro: per ottenere la cocaina, in alcuni casi, bastava anche offrire una consumazione nei locali della provincia aretina. È uno dei particolari emersi dall’indagine condotta dai Carabinieri di Bibbiena, che ha portato a una misura cautelare nei confronti di due uomini, di 40 e 28 anni, gravemente indiziati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Per entrambi il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
L’inchiesta ha ricostruito un presunto giro di spaccio che si sarebbe sviluppato tra il Casentino e Arezzo. I due avrebbero utilizzato un’automobile per raggiungere i clienti e consegnare la cocaina, soprattutto durante i fine settimana, quando le richieste sarebbero state più numerose. Tra le modalità di pagamento contestate agli indagati figurerebbero anche alcune consumazioni offerte nei locali.
Il punto di partenza dell’attività investigativa risale al maggio scorso, quando i Carabinieri arrestarono in flagranza i due uomini, fermati mentre viaggiavano a bordo di un’auto. Nel corso del controllo furono trovati circa 15 grammi lordi di cocaina, mannitolo, sostanza utilizzata per il taglio dello stupefacente, e materiale ritenuto riconducibile allo spaccio. Tra quanto sequestrato c’era anche un’agendina con annotazioni che, secondo gli investigatori, sarebbero state compatibili con la gestione delle cessioni.
Da quel primo intervento sono partiti ulteriori accertamenti. I militari hanno ricostruito gli spostamenti dell’autovettura, esaminato i tabulati telefonici e raccolto le dichiarazioni di alcune persone che avrebbero acquistato la droga. Gli elementi acquisiti avrebbero permesso di delineare un’attività di spaccio ripetuta nel tempo e con una rete di contatti estesa tra il territorio casentinese e il capoluogo.
Il quadro investigativo è stato quindi trasmesso alla Procura di Arezzo, che ha chiesto l’applicazione di una misura cautelare. Il Gip ha accolto la richiesta disponendo per i due indagati l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

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