VIAREGGIO. “Oggi l’assessore Laura Servetti ha dichiarato: ‘Sapevamo dell’udienza, nulla di più’. Allora non è vero, com’è stato sostenuto finora, che nessuno sapeva niente. Allora ho ragione a dire che lunedì 14 settembre qualcuno sapeva dell’udienza sulla Viareggio Patrimonio ed ha taciuto”. Lo afferma Alessandro Santini, consigliere comunale di Forza Italia.

“Venerdì 11 settembre, giorno dell’udienza a Lucca, c’è stata anche la commissione consiliare bilancio e Servetti non ne ha fatto cenno; stessa cosa lunedì 14, in consiglio comunale. Eppure ne era a conoscenza, l’ha confermato lei stessa. E come lei, ne era sicuramente a conoscenza anche il liquidatore della Patrimonio Marco Marchi, nominato dal sindaco Del Ghingaro e pagato con i nostri soldi (almeno 15-20 mila euro, stando ai compensi dei predecessori), che il giorno della sentenza ha ‘espressamente rinunciato alla comparizione personale’. Per ‘rinunciare espressamente’, è chiaro, bisogna sapere di essere chiamati in un certo posto a una certa ora; e siccome in tribunale i referenti per la Patrimonio sono l’avvocato Iacomini e Marchi, ecco dimostrato che il liquidatore sapeva.

Alessandro_Santini“Lui e l’assessore hanno tenuto all’oscuro l’intero consiglio comunale, inclusi i consiglieri di maggioranza, che lunedì doveva votare ben due delibere sulla Patrimonio. Questa è una gestione privata di una cosa pubblica, una gestione alla Marchese Del Grillo in puro stile ‘Io sono io, e voi siete…’ che va contro a ogni dovere etico (e forse non solo etico) di un amministratore comunale. E visto che neanche il sindaco, lunedì 14 in assemblea, ha fatto cenno di questa famigerata udienza, siamo sicuri che anche lui non ne fosse all’oscuro?

“Il sindaco sapeva cosa c’era in agenda, venerdì 11 alla sezione fallimentare del Tribunale di Lucca? Se così non fosse, Laura Servetti deve rassegnare immediatamente le dimissioni e io torno a chiedere, come già ho fatto alcuni giorni fa, la revoca del suo mandato e di quello del liquidatore Marchi.

“Ma poi, concludendo il ragionamento, se uno sa e consapevolmente non partecipa, siamo proprio sicuri che, vista l’importanza della questione, se ne freghi anche di sapere com’è finita?”

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