Questa volta ho deciso di accompagnare Roberto (un caro amico alpinista di Domodossola, in vacanza in Versilia) sulla Regina delle Apuane, la Pania della Croce.

Partiamo di buon ora e ci dirigiamo verso Gallicano; da qui, giusto prima di raggiungere il supermercato,  occorre seguire le indicazioni per Molazzana e, quindi, la segnaletica che indica Rifugio Rossi – Piglionico.

Nella mia precedente relazione ho descritto un trek in invernale percorrendo la via che da Borra Canala porta in pania, in questa percorrerò uno dei percorsi più classici per arrivare alla vetta nel periodo estivo.

Da Molazzana la strada inizia a salire rapidamente; in breve la strada asfaltata si getta nel bosco e, all’altezza di una colonnina per il pagamento del parcheggio giornaliero (3 euro di contributo richiesto dal Comune agli appassionati di montagna per la manutenzione della strada), diviene sterrata; in 10, 15 minuti si arriva quindi al parcheggio (sono trascorsi circa 1h45’ dalla partenza in Versilia), in località Piglionico.

Da qui, se vorrete seguire il nostro itinerario, inizia anche il vostro percorso. Si tratta di un trekking suggestivo ma facile, adatto anche per famiglie, almeno fino al rifugio E. Rossi alla Pania.

Panorama pania della croce
Direzione rifugio Rossi alla Pania

– Come preparare lo zaino –

Per affrontare questa escursione basta anche un piccolo zaino da 25 litri circa.
Fondamentali acqua (2 litri), poi io metto sempre cibo leggero e con grande apporto calorico per non rimanere mai a corto di energie: frutta, frutta secca, crackers integrali.
Indispensabile soprattutto in estate portare con se una protezioni per il sole, un “guscio” leggero utile in caso di acquazzone improvviso e magari una maglietta come cambio per essere sempre asciutti

Arrivare al rifugio Rossi

Piglionico pania della croce inizio va n°7Proseguirete lungo la strada, oltre la cappella, fino a quando la carreggiata si fa sentiero; imboccherete dunque il sentiero fino ad un crocevia (1000 mt circa s.l.m.): sulla destra, in leggera discesa, si diparte il sentiero n° 127 che conduce fino alla vallata di Mosceta dopo aver aggirato i contrafforti del Pizzo delle Saette; voi seguirete invece la via n° 7 che è la via normale per il rifugio Rossi e poi per La Pania della Croce.
Si tratta di un sentiero facile, in buona parte dentro una splendida faggeta, che sale con frequenti e stretti tornanti su un fondo in parte roccioso ed in parte sterrato.

Piglionico cartello didatticoDopo circa 20, 30 minuti dalla partenza, vi imbatterete in un bel cartello didattico dell’Ente Parco sulla storia delle Alpi Apuane e, in particolare, sul vicinissimo altopiano carsico della Vetricia: si tratta di una zona caratterizzata dal cosiddetto carsismo di superficie, ove le rocce di tipo carbonatico sono erose dalle acque meteoriche.

L’altopiano è disseminato di forre ed abissi; il più famoso l’Abisso Revel che, fino a qualche anno addietro, era considerato l’abisso più profondo tra quelli conosciuti nel pianeta. Se avrete la pazienza di osservare, da dietro il cartello iniziano una serie di non ben visibili segni blu, dipinti dagli speleologi sugli alberi, che conducono fino ai margini dell’abisso (non avventuPania della croce i prati dopo il boscoratevi, il percorso diventa ben presto impervio e non ben individuabile).
Proseguendo invece il trek nella faggeta, dopo non molto uscirete dal bosco e vi troverete davanti ad una zona di prati verdeggianti che salgono rapidamente verso il rifugio; usciti allo scoperto la vista ripaga ampiamente la fatica: sulla vostra sinistra la Pania Secca con la sua avvincente Cresta Est, davanti a Voi l’Uomo Morto dall’inconfondibile profilo, sulla destra – oltre il rifugio – la Pania della Croce ed il Pizzo delle Saette.

 

Il Vallone dell’Inferno

pania della croce Vallone dell' Inferno

Una breve sosta e potrete proseguire il cammino: il sentiero CAI costeggia il rifugio lasciandosi sulla sinistra i pendii del “Naso”; nel giro di qualche minuto, sulla vostra destra invece, si apre una vista spettacolare: l’altopiano della Vetricia che adesso potete ammirare dall’alto e poco oltre la Borra di Canala (uno stretto canale tra la Vetricia e le pendici del Pizzo delle Saette); in dieci minuti dal rifugiosiete giunti alla “Focetta del Puntone”; da qua iniziano una serie di percorsi interessantissimi tra i quali la via di salita alla Pania della Croce: “la Regina” è ora lì, sopra di voi, e vi sta aspettando.
Il sentiero 7, toccando il passo degli Uomini della Neve, prosegue verso Foce di Valli; la via 126 affronta invece il Vallone dell’Inferno e vi conduce, passando dal Callare della Pania, sulla vetta.

Il percorso, ben segnalato con gli abituali segni biancorossi, si sviluppa dapprima lungo una stretta cengia (non esposta e quindi facilmente percorribile), in seguito in mezzo ad una pietraia disseminata di enormi massi. E’ qua che vi imbatterete, salendo sulla vostra sinistra, nella Buca della Neve!

Pania della croce – La Buca della Neve

Si tratta di una dolina nel Vallone dell’ Inferno, dove la neve  si conserva tutto l’anno; adesso gli inverni più miti e piovosi e le estati calde ne fanno trovare meno, ma una volta rimaneva abbondante anche in estate a causa proprio della posizione riparata di questo “squarcio” nelle Apuane.

Gli uomini della neve

È anche fin quassù che in estate si spingevano “gli uomini della neve” (da lì la denominazione del passo lungo la via numero 7), che troviamo citati in documenti già nel XVII secolo: quando ancora non esistevano i frigoriferi, la neve veniva ordinata e portata, da questi ambienti severi, direttamente nelle case dei clienti per conservare gli alimenti nei mesi più caldi; questo antico lavoro era faticosissimo e si svolgeva in parte anche in inverno; non per vendere ma bensì per fare in modo che la buca potesse raccogliere quanta più neve possibile; cessate le giornate con grandi nevicate, a turno, gruppi di uomini si avventuravano su per la Pania fino a raggiungere la famigerata apertura: una volta arrivati sul posto si entrava nella dolina e si cercava di pressare la neve fresca; in questo modo il manto bianco si compattava e faceva si che l’estate successiva la buca ne conservasse di più (La guida più nota degli uomini della neve di Cardoso era Angiolo Bartolucci di Collemezzana, conosciuto da chi frequentava la montagna e gli alpeggi delle nostre vallate come “il nonno delle Apuane”; Angiolo è morto per mano tedesca in località “La Tomba” il 10/04/1945).

Verso la vetta della Pania

Il Naso

Ancora pietraie e, in un ambiente lunare, giungerete fino al Callare della Pania; siete sulla cresta sommitale (circa 40’ dal rifugio); l’ambiente è austero e superbo: guardando l’Ovest davanti a voi il Mar Tirreno e La Versilia, alle vostre spalle la sottile ed esposta cresta che dal Callare raggiunge il Pizzo delle Saette (oltre, in lontananza, l’Appennino), a destra l’incantevole vallata di Mosceta la Croce di vetta paniacon il rifugio Del Freo e il Monte Corchia, a sinistra la via di salita che si stacca dal rifugio Rossi “aggrappato” alle pendici del Naso… più in là, solinga, la Pania Secca; in dieci minuti di percorso delicato e alle volte esposto arriverete sulla vetta, dominata da una imponente Croce (mt 1858); nelle giornate più limpide lo sguardo raggiunge il Monviso e le Alpi Marittime!

 

 

Pania ella croce cresta sommitale

 

 

 

 

 

Dalla cima potete osservare la impervia cresta Est che, dal Passo degli Uomini della Neve, conduce con percorso molto impegnativo fino alla Croce sommitale.

Il ritorno che vi proponiamo è per la stessa via di salita: in circa 2h30’ potrete riguadagnare il Piglionico e la vostra auto.


Piglionico – Pania della Croce. Mappa dell’itinerario

 

 


Accesso:

Piglionico

Punto di appoggio:

Rifugio E. Rossi

Tipo di via:

Trekking

Difficoltà:

Facile; breve tratto esposto (10’) prima della vetta

Tempi di percorrenza:

andata 2h,30; ritorno 2h,30’.


Massimiliano LombardiMassimiliano LombardiPer maggiori informazioni sui percorsi escursionistici sulle Alpi Apuane, rivolgersi alla sezione CAI di Viareggio “M. Bacci”.
Ricordate, la montagna è un ambiente bellissimo, quanto ostile e difficile da affrontare nelle difficoltà. Valutate prima di partire le vostre corrette condizioni fisiche e l’idoneità dell’attrezzatura. Evitate di addentrarvi in escursioni da soli e ricordate di comunicare sempre l’itinerario che andrete ad affrontare per permettere in caso di necessità di essere rintracciati.

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