Il violino di Filo (Matteo Grimaldi, Giunti, 2021)

Trama

Filippo ha nove anni e una grande passione per il violino, verso cui ha un talento naturale che coltiva con sacrificio e dedizione. Grazie alla sua costanza e alla sua attitudine riesce a entrare nell’orchestra della scuola, con grande soddisfazione. La sua vita viene sconvolta quando una violenta scossa di terremoto colpisce il centro abitato dove risiede con la famiglia. Nel tumulto delle macerie crollate, i suoi cari, lui e l’immancabile violino riescono a salvarli. Inizia così per tutti quanti una nuova vita inattesa e diversa: dall’esperienza delle tendopoli al presente da ricostruire partendo dai rapporti umani. In questo aspetto l’orchestra della scuola sarà un motivo per provare a ricominciare intessendo proprio i rapporti personali e attraverso questi progettare il presente insieme a suon di musica. L’esperienza del dopo terremoto immediato sarà per Filippo e i suoi coetanei un’occasione di crescita personale grazie alla quale matureranno relazioni vecchie e nuove, trovando nel desiderio di riscatto una motivazione ancora più forte per fare “squadra” attraverso la musica.

Note al margine

Ho letto questo libro insieme a mio figlio che ha quasi dieci anni ed è stato davvero interessante constare gli elementi che ci hanno colpito. Sicuramente abbiamo trovato l’ambientazione del post terremoto molto originale e coraggiosa. I disastri naturali da sempre attraggono la curiosità dei piccoli e Grimaldi ha la grande dote di portarci dentro a una storia verosimile con profondità, onestà e grazia. Non risparmia niente: tutte le emozioni, le difficoltà, le problematiche vengono affrontate con trasparenza e calate in una narrazione autentica adatta per i lettori più giovani. La capacità di saper entrare così magistralmente nel mondo dei bambini è ciò che cattura maggiormente l’attenzione: le emozioni, gli ostacoli di ogni giorno, la gestione di un terribile e terrificante imprevisto come è il terremoto sono al centro della vita di Filippo. In particolare sono molto interessanti le gestioni dei rapporti e i loro cambiamenti sia fra i pari che fra bambini e adulti. Efficace è il messaggio di speranza concreta e di nuovo inizio che nel libro si consolida pagina dopo pagina per farsi paradigma esistenziale al di là degli eventi contingenti. Se la trama e i personaggi sono indubbiamente un elemento di forza, ho trovato molto interessante l’uso del linguaggio. Infatti il testo offre numerosi stimoli a livello lessicale, cercando di stimolare la conoscenza dei vocaboli ma soprattutto a ragionare sui legami tra le parole. La parola “legame”, intesa in senso quindi grammaticale e affettivo, potrebbe essere il termine che racchiude l’essenza de “Il violino di Filo” e di certo l’orchestra con la sua portata di umanità ne è un’espressione di grande valore. Anche la scuola, vista come elemento da reinventare e ricostruire fisicamente e idealmente, trova nel libro punti di vista stuzzicanti adatti sia alla riflessione personale che al dibattito in classe. Una lettura importante, per grandi e piccoli.

Il libro in una frase

“Erano le sue montagne, avrebbe saputo disegnarle a occhi chiusi. Le montagne sono come le persone che ti vogliono bene: ti osservano da vicino o da lontano e tu lo sai che non se ne andranno mai”

Erika Pucci

@erykaluna

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