Si chiude un ulteriore capitolo delle verifiche ambientali seguite al rogo alla Delca Energy. La nuova campagna di analisi condotta da Arpat sui campioni di PM10 raccolti a Pisa-Passi e dal laboratorio mobile di Pisa-Cisanello, relativi al periodo 12–21 giugno, non ha evidenziato criticità legate agli inquinanti organici ricercati.
Nei filtri esaminati non sono state riscontrate concentrazioni rilevanti di diossine, furani, PCB, IPA e benzo[a]pirene, con valori ricondotti a livelli compatibili con il normale fondo urbano.
L’agenzia precisa che, con questa fase, si conclude al momento il ciclo di monitoraggi specificamente dedicati alle ricadute atmosferiche dell’evento. Le successive analisi non hanno infatti confermato la presenza delle sostanze rilevate nei primissimi giorni dopo l’incendio, quando i campionamenti effettuati nell’area di Pisa-Borghetto avevano restituito tracce riconducibili alla combustione.
Restano inoltre negativi anche gli accertamenti su matrici ambientali come terreno, vegetazione, frumento e foraggi, utilizzati per verificare eventuali deposizioni al suolo degli inquinanti.
Secondo la lettura tecnica di Arpat, la dinamica del rogo — con fiamme ad alta temperatura e rapida risalita dei fumi — unita alle condizioni meteorologiche del periodo, avrebbe favorito una dispersione in atmosfera dei composti prodotti, limitandone la ricaduta nelle aree circostanti.