VERSILIA – Oltre 15mila capi di abbigliamento e accessori contraffatti, per un valore stimato superiore ai 200mila euro, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Lucca al termine degli interventi effettuati durante la stagione estiva contro il commercio di prodotti di lusso falsi lungo la costa versiliese.
Sono stati 11 gli interventi messi a segno dalle Fiamme Gialle, che hanno portato alla scoperta di veri e propri punti di stoccaggio e smistamento della merce. Complessivamente sono stati sequestrati 15.032 articoli che riportavano, secondo quanto accertato dai militari, marchi di note case dell’alta moda finemente contraffatti.
L’attività è partita all’inizio della stagione da Viareggio, dove l’analisi dei flussi di corrispondenza caratterizzati da specifici alert, unita ai successivi riscontri sul territorio, ha permesso di individuare nel centro cittadino un punto utilizzato come deposito. All’interno sono stati trovati migliaia di capi contraffatti, pronti per essere immessi sul mercato.
I controlli sono proseguiti per tutta l’estate e, con il passare delle settimane, i venditori abusivi avrebbero cercato sistemi sempre più insoliti per nascondere la merce e sottrarla ai controlli.
I finanzieri hanno trovato prodotti contraffatti anche all’interno delle cabine degli stabilimenti balneari e negli anfratti a ridosso della pineta del parco. In un caso, addirittura, il deposito era stato ricavato in una automobile lasciata stabilmente parcheggiata per oltre un mese nel centro di Forte dei Marmi.
Un altro punto di stoccaggio è stato invece individuato all’interno di un locale di servizio di uno stabilimento balneare, che secondo la ricostruzione della Guardia di finanza sarebbe stato messo a disposizione da un gestore balneare.
Ma il sistema di vendita non si limitava alla merce nascosta nei vari depositi. Per ridurre il rischio di essere intercettati durante il trasporto dei prodotti, i venditori abusivi si sarebbero organizzati utilizzando tablet e smartphone.
Ai clienti, soprattutto ai bagnanti, venivano mostrati direttamente sugli schermi cataloghi digitali con borse, camicie, giubbotti, pantaloni e orologi. Una volta individuato il prodotto desiderato, veniva verificata la disponibilità e soltanto a quel punto la merce veniva movimentata per la consegna.
Il pagamento, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, avveniva rigorosamente in contanti.
Un sistema che, considerato il prezzo dei prodotti di maggiore qualità, può generare un giro d’affari significativo: alcuni articoli contraffatti venivano infatti proposti a diverse centinaia di euro.
Al termine delle attività, la Guardia di finanza ha deferito alla Procura della Repubblica di Lucca cinque persone, per le ipotesi di reato previste dagli articoli 474 e 648 del Codice penale, relativi rispettivamente all’introduzione nello Stato e al commercio di prodotti con segni falsi e alla ricettazione.
Il valore complessivo della merce sottratta al mercato illecito è stato stimato in oltre 200mila euro.
L’attività rientra nel dispositivo della Guardia di finanza a tutela del mercato legale e della libera concorrenza e nel contrasto alla contraffazione, con l’obiettivo di tutelare anche i marchi e la proprietà intellettuale e salvaguardare le produzioni del made in Italy.